Montefalco DOC Grechetto 2022 – Adanti
Adanti non fa solo grandi rossi. Il suo Grechetto 2022 è un bianco fresco e minerale, che nasce sulle stesse colline di Bevagna dove crescono Sangiovese e Sagrantino.
Tutto parte da un vecchio monastero. Nel 1972 Domenico Adanti compra l’antica sede dei monaci Celestini ad Arquata, con le sue vigne ormai incolte. Dà nuova vita alla casa e ai filari.
Il salto di qualità arriva con Alvaro Palini, amico di Domenico, che dal 1977 segue la cantina. Il suo motto, nei fatti, è uno: rese basse e uve sane.
Oggi a Villa Arquata ci sono Daniela Adanti e sua figlia Stella. Due generazioni di donne alla guida di una cantina storica dell’Umbria.

Le terre di Adanti a Bevagna
La cantina coltiva circa 30 ettari di vigna. Le parcelle stanno in tre zone: Arquata, Campoletame e Colcimino. Le uve bianche crescono su un terreno di calcare e argilla, a circa 230 metri sul mare.
Il calcare è il segreto della freschezza. Dà al vino una vena sapida e una bella tensione, anche negli anni caldi. L’argilla invece tiene l’acqua e aiuta la vite d’estate.
Dalle vigne si vede il paese di Montefalco, detto la “ringhiera dell’Umbria” per il panorama che offre. Intorno la vite convive con l’olivo.
Il Grechetto, il bianco dell’Umbria
Il Grechetto è un’uva bianca antica, coltivata da secoli nell’Italia centrale. In Umbria è di casa: entra in molti bianchi della regione, dall’Orvieto ai vini dei Colli Martani.
Ha acini piccoli e una buccia spessa, che lo rende resistente. Dà vini di buon corpo, con profumi di frutta bianca e un finale spesso ammandorlato.
La denominazione Montefalco DOC permette di produrlo anche in purezza. Qui la cantina usa solo uva di questa varietà, senza tagli.
La 2022 è l’annata ora disponibile. È un bianco giovane, da bere nei primi anni per godere tutta la sua freschezza. Le uve arrivano solo dalle vigne di proprietà, curate dalla cantina dalla potatura fino alla raccolta.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia si fa a mano, nella prima metà di settembre. I grappoli interi vanno subito in pressa, con una pressatura soffice.
Il mosto riposa al freddo per circa 24 ore, così le parti solide si depositano sul fondo. Poi fermenta in acciaio a 15-17 gradi, una temperatura bassa che protegge i profumi.
Il vino resta circa 4 mesi sulle fecce fini, sempre in acciaio. Le fecce gli danno più volume e una consistenza morbida. Niente legno: il frutto resta pulito e diretto.
Degustazione
Nel calice il 2022 ha un colore giallo paglierino intenso.
Il naso è elegante, con una delicata nota minerale. Si riconoscono la pesca, la mandorla e il fieno. Sono profumi semplici e precisi, che invitano subito a bere.
In bocca è pieno e strutturato, più di quanto ci si aspetti da un bianco giovane. L’acidità è vivace e tiene il sorso fresco. Il finale torna sulla frutta.
Il Grechetto di Adanti va servito a 8-10 gradi. Non serve un secchiello troppo freddo: un frigo normale basta.
A tavola è molto versatile. Sta bene con le zuppe di legumi e di cereali, i salumi delicati e i formaggi freschi o a pasta filata. Accompagna le carni bianche, la pasta, il pesce alla griglia e i crostacei. Prova il Grechetto anche con il pesce di lago del Trasimeno.
Accanto a questo bianco la cantina propone i suoi rossi. Il Montefalco Rosso Riserva 2017 unisce Sangiovese e Sagrantino. Il Sagrantino di Montefalco 2015 è il vino da lungo invecchiamento della casa.
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