Lazio Rosso IGT Habemus Etichetta Rossa 2021 – San Giovenale
San Giovenale firma con l’Habemus Etichetta Rossa 2021 il suo vino più raro: un Cabernet Franc in purezza che nasce da un solo ettaro di vigna ad alberello sulle colline di Blera, nella Tuscia viterbese. Ne escono poche centinaia di bottiglie ogni anno.
La cantina San Giovenale nasce nel 2006 per volontà di Emanuele Pangrazi. In quegli anni il Lazio del vino era poco considerato e la zona di Blera non aveva una tradizione di grandi rossi. Pangrazi sceglie proprio quella terra selvaggia, fra boschi, forre e paesi di origine etrusca, e decide di provarci.
Il primo modello sono i vini del Rodano, da cui nasce l’Habemus classico. Accanto a Grenache e Syrah, però, Pangrazi pianta una piccola parcella di Cabernet Franc, il vitigno della Loira e di Saint-Émilion. Al progetto lavora come consulente Marco Casolanetti, il vignaiolo marchigiano del Kurni.

Un ettaro a 380 metri
Oggi San Giovenale conta circa 15 ettari, tutti in agricoltura biologica certificata. Il Cabernet Franc dell’Habemus Etichetta Rossa cresce su un solo ettaro, a 380 metri di quota, esposto a sud e sud-est, su un suolo di argilla ricca di scheletro.
Il clima è asciutto e la brezza del Mar Tirreno attraversa le colline quasi ogni giorno: le uve restano sane e maturano piano. Le viti sono allevate ad alberello, con circa 11.000 piante per ettaro.
La resa è estrema, circa 12 quintali per ettaro: meno della metà dell’Habemus classico. Ogni pianta porta pochissimi grappoli, piccoli e concentrati. La vendemmia si fa a mano nella seconda metà di settembre, in piccole cassette.
L’annata 2021
Per l’Habemus Etichetta Rossa la 2021 nella Tuscia è stata un’annata asciutta e regolare, con un’estate calda ma ventilata e notti fresche fra agosto e settembre. Il Cabernet Franc, che ama maturare lentamente, è arrivato in cantina con bucce spesse, tannini maturi e profumi netti. È una delle annate più riuscite degli ultimi anni.
Vinificazione e Affinamento
In cantina le uve vengono diraspate entro un’ora dalla raccolta, così il frutto resta integro. La fermentazione è spontanea, con i soli lieviti indigeni, e la macerazione sulle bucce dura circa 15 giorni, per estrarre colore e struttura.
Poi l’Habemus Etichetta Rossa riposa a lungo: 30 mesi in barrique di rovere francese e almeno 6 mesi in bottiglia prima di uscire. Dieci mesi in più rispetto all’Habemus classico, perché un Cabernet Franc così concentrato ha bisogno di tempo.
Il risultato è un rosso potente ma preciso, che mostra il lato più profondo del vitigno, lontano dalle note verdi che il Cabernet Franc dà quando non matura bene. In bocca si sente la forza del sole della Tuscia, ma anche la freschezza che arriva dalla quota e dalle notti ventilate delle colline di Blera.
Degustazione
Nel calice l’Habemus Etichetta Rossa è rosso granato profondo, quasi impenetrabile, e lascia il bicchiere colorato.
Al naso è complesso e avvolgente: cacao, caffè, tabacco, chiodi di garofano e vaniglia, con un fondo di frutti rossi maturi e un ricordo di erbe aromatiche.
In bocca è pieno e largo, con un tannino setoso e una persistenza lunghissima. Si può aprire già oggi, ma tenuto coricato e al buio cresce per quindici anni e più.
L’Habemus Etichetta Rossa va servito a 18-20 gradi, in un calice ampio.
A tavola accompagna carni rosse alla griglia, arrosti, brasati, selvaggina, primi corposi e formaggi stagionati. Per la sua rarità è un regalo perfetto per un collezionista.
Per conoscere meglio la cantina leggi il nostro articolo su Habemus di San Giovenale. Dalle stesse vigne trovi anche l’Habemus Etichetta Bianca 2023, il blend di Grenache, Syrah, Carignano e Malvasia Nera.
Scopri tutte le etichette di San Giovenale e gli altri vini del Lazio.










