Saumur AOC Bulles de Roche 2023 – Thierry Germain – Domaine des Roches Neuves
Il Bulles de Roche 2023 è lo spumante di Thierry Germain, il vignaiolo che ha portato il Domaine des Roches Neuves tra i nomi più seguiti della Loira. È un Saumur AOC Brut a base di Chenin Blanc, metodo tradizionale, senza zuccheri aggiunti: una bollicina secca, tesa e luminosa, che racconta il calcare di Saumur meglio di tante parole.
Chi conosce i rossi del domaine sa quanto Thierry Germain cerchi la purezza prima della potenza. Qui la stessa idea passa a un vino frizzante: niente trucco, solo frutto, acidità e sale.
Nato a Bordeaux, arrivato a Varrains all’inizio degli anni Novanta, Thierry Germain lavora le vigne in agricoltura biologica e biodinamica certificata. Il suolo è il tuffeau, il calcare bianco e tenero della Loira, che dona ai vini freschezza e una vena gessosa inconfondibile.
Il Bulles de Roche nasce dall’incontro con Michel Chevré, maestro delle bollicine della zona. Le uve vengono tutte dall’interno della denominazione: per questo in etichetta c’è Saumur e non Crémant de Loire. È una scelta precisa: un territorio solo, un’annata sola, la 2023.
Il taglio è semplice: 90% Chenin Blanc, 5% Chardonnay e 5% Cabernet Franc. Lo Chenin porta la spina dorsale acida e le note di mela e agrumi, lo Chardonnay un po’ di rotondità, il Cabernet Franc una sfumatura di frutto in più.

Il Bulles de Roche resta una produzione piccola, seguita bottiglia per bottiglia: ogni annata cambia un po’, perché segue il clima e la maturità dello Chenin, e la 2023 ha dato un vino fresco, preciso e di grande bevibilità.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia è manuale. I grappoli vanno in pressa interi, senza diraspatura, per avere un mosto pulito e delicato. La prima fermentazione parte con i lieviti indigeni, in parte in acciaio e in parte nelle botti che il domaine usa per il bianco Insolite.
Poi arriva il metodo tradizionale: la seconda fermentazione in bottiglia e la sosta sui lieviti nelle cantine fresche scavate nel tuffeau, dove la temperatura resta costante tutto l’anno. Le bottiglie riposano sulle assi, come si è sempre fatto a Saumur.
La sboccatura è fatta à la glace e il vino resta a dosaggio zero: nessun liqueur dopo la sboccatura. Il Bulles de Roche non è chiarificato né filtrato e riceve solo una minima aggiunta di solfiti. Il risultato è uno spumante da 12,5% di alcol, asciutto e diretto.
Degustazione
Nel calice il Bulles de Roche 2023 ha un colore giallo paglierino chiaro e brillante, con una bollicina fine e vivace.
Al naso arrivano pera, agrumi e scorza di limone candita, con una nota minerale che ricorda la pietra bagnata. Con qualche minuto nel bicchiere si aprono sentori di fiori bianchi e di crosta di pane.
In bocca è teso, fresco e vibrante: limone e mela Granny Smith guidano il sorso, l’acidità dello Chenin tiene tutto in piedi e il finale è sapido e molto secco. È una bollicina che pulisce il palato e chiama il sorso successivo.
Va servito a 10-12 gradi, in un calice da vino bianco più che in una flute, per lasciare spazio ai profumi. Si beve bene subito e tiene fino al 2028.
A tavola è perfetto come aperitivo, con crudi di mare, ostriche, capesante, sushi e pesce alla griglia. Sta benissimo anche con i formaggi di capra della Loira e con una frittura leggera.
Chi ama le bollicine secche e precise trova nel Bulles de Roche un’alternativa vera allo Champagne, con lo stile e la firma di Thierry Germain. Se invece cerchi il lato rosso del domaine, prova il Saumur Champigny 2025 o il Franc de Pied, Cabernet Franc da viti a piede franco.
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