Vin de France Anjou “Grand Clos” 2023 – Thomas Batardière
Thomas Batardière è oggi considerato uno dei vignaioli più autentici, sensibili e rappresentativi della nuova generazione del vino naturale della Loira, una figura capace di coniugare rigore agricolo, visione contemporanea e profondo rispetto per il terroir. Il suo lavoro prende forma nel cuore dell’Anjou, nei pressi di Rablay-sur-Layon, un’area storicamente vocata alla viticoltura e contraddistinta da suoli di scisto, elemento geologico centrale nell’identità dei suoi vini, capaci di trasmettere tensione, mineralità e precisione.
Il percorso di Batardière non nasce direttamente tra i filari. Dopo aver studiato cinema a Parigi, sviluppa una forte sensibilità narrativa e artistica che, con il tempo, trova nella viticoltura un linguaggio altrettanto potente ed espressivo. Il vino diventa per lui uno strumento di racconto del territorio, del tempo e delle scelte umane, un mezzo per dare voce alla natura senza sovrastrutture. Questa visione personale rappresenta uno degli aspetti più distintivi del suo approccio.
Le esperienze formative decisive arrivano lavorando al fianco di Jo Pithon, figura fondamentale del vino naturale in Loira, che lo introduce a una viticoltura rispettosa e non interventista. Successivamente, l’incontro con Patrick Corbineau gli permette di approfondire in modo concreto e rigoroso i principi dell’agricoltura biodinamica, non come dogma ma come pratica viva e osservazione quotidiana del vigneto. Questo periodo segna in maniera indelebile la sua filosofia produttiva, fondata su ascolto, equilibrio e rispetto degli ecosistemi.
Nel 2012 Thomas Batardière fonda il proprio domaine partendo da poco più di un ettaro di vigna, affrontando un progetto fortemente artigianale e personale. Oggi conduce circa 3,5 ettari, tutti coltivati secondo i principi della biodinamica certificata Demeter, senza l’uso di diserbanti, pesticidi o fertilizzanti chimici di sintesi. Il lavoro è prevalentemente manuale, con una grande attenzione alla biodiversità, alla vitalità del suolo e al mantenimento degli equilibri naturali. Per Batardière, il terreno non è un semplice supporto, ma il cuore pulsante della qualità del vino.
I suoli di scisto dell’Anjou giocano un ruolo centrale, conferendo ai vini una marcata verticalità, una profondità minerale e una vibrante energia gustativa. Il vitigno simbolo del domaine è senza dubbio il Chenin Blanc, interpretato in uno stile essenziale, puro e vibrante, capace di esprimere con grande chiarezza il carattere del luogo e una notevole capacità di evoluzione nel tempo. I vini non cercano opulenza, ma trasparenza, precisione e tensione.
In cantina l’approccio è perfettamente coerente con la filosofia agricola. Le fermentazioni sono spontanee, senza l’impiego di lieviti selezionati, e gli interventi sono ridotti al minimo indispensabile. L’uso della solforosa è estremamente limitato o assente, mentre chiarifiche e filtrazioni vengono spesso evitate. I contenitori utilizzati, come foudres, botti usate e acciaio inox, sono scelti per accompagnare il vino senza mai mascherarne l’identità.
Oggi i vini di Thomas Batardière sono riconosciuti per la loro precisione, freschezza e autenticità espressiva, e godono di un crescente apprezzamento in Francia e a livello internazionale. Le produzioni limitate, la forte coerenza stilistica e l’approccio artigianale rendono ogni bottiglia un vero manifesto di terroir, sensibilità contemporanea e verità agricola, incarnando in modo esemplare lo spirito più puro della Loira moderna.
Vinificazione e Affinamento
La vinificazione di questo vino segue un approccio essenziale e rigoroso, pienamente coerente con una filosofia artigianale e non interventista. Le uve vengono sottoposte a pressatura diretta, una scelta che consente di preservare la purezza aromatica e la finezza espressiva del frutto, evitando estrazioni eccessive. La fermentazione avviene spontaneamente in acciaio per circa dieci giorni, senza l’utilizzo di lieviti selezionati, permettendo così al mosto di esprimere in modo autentico il carattere del terroir e dell’annata.
Successivamente il vino matura in vasche di acciaio o in grandi botti di legno (“foudre”), contenitori scelti per accompagnare l’evoluzione del vino senza alterarne l’identità. L’imbottigliamento avviene senza chiarifica e senza filtrazioni, con l’aggiunta di una dose minima di solforosa, solo quando strettamente necessario, al fine di garantire integrità e stabilità mantenendo intatta l’espressività originaria.
Degustazione
Alla degustazione, il vino si presenta nitido e vibrante. Al naso emergono profumi di agrumi freschi e frutta a polpa bianca, accompagnati da delicate sfumature fruttate e da una freschezza tagliente che anticipa il sorso. In bocca colpisce subito una decisa impronta minerale, sostenuta da una acidità viva e dinamica. Il corpo è snello, teso ed elegante, con una progressione gustativa precisa e lineare. Il finale è lungo e persistente, caratterizzato da sensazioni pietrose e saline che richiamano con chiarezza l’origine del vino e invitano a un nuovo assaggio.
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