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Etna Rosso DOC Carusu 2022 – Terrazze dell’Etna
Terrazze dell’Etna nasce nel 2008 dalla famiglia Bevilacqua. L’ingegnere palermitano Nino Bevilacqua sceglie la contrada Bocca d’Orzo, a Randazzo, e ne fa una tenuta di circa 36 ettari fra 600 e 950 metri di quota, sul versante nord-ovest del vulcano.
Il nome dice già tutto: le vigne salgono su un anfiteatro di terrazze sostenute da muretti a secco in pietra lavica. La famiglia ha recuperato vecchi vigneti, muri e palmenti, le antiche cantine di pietra dove un tempo si pigiava l’uva. Nel progetto della tenuta ha dato una mano anche l’enologo Riccardo Cotarella.
Carusu, in siciliano, vuol dire “ragazzo”. È l’Etna Rosso della casa, il vino che porta in bottiglia il Nerello del versante nord in modo diretto e piacevole. Accanto a lui la cantina fa altri vini fermi, come Ciuri e Cinniri, e alcuni metodo classico che restano sui lieviti fino a 50 mesi.
Carusu di Terrazze dell’Etna è il rosso giusto per chi vuole conoscere l’Etna senza complicazioni: ha la finezza del vulcano e si porta in tavola anche in un giorno qualunque.

Le vigne
Le uve sono Nerello Mascalese per l’80% e Nerello Cappuccio per il 20%. Vengono dalle vigne di Randazzo, a circa 600 metri di quota, sul versante nord-ovest dell’Etna.
Il suolo è vulcanico, scuro e ricco di scheletro, nato dalle antiche colate di lava. Le piante hanno in media 30 anni e sono allevate ad alberello etneo, con 7.500 ceppi per ettaro. La resa è di circa 70 quintali per ettaro: più o meno un chilo d’uva per pianta.
La vendemmia si fa nella seconda decade di ottobre, quando il Nerello ha finito di maturare con calma, fra giornate ancora calde e notti fresche di montagna.
Su queste terrazze, fra muretti a secco e alberelli fitti, la vigna chiede molto lavoro e molta attenzione. Terrazze dell’Etna ha scelto di recuperarle una per una invece di lasciarle all’abbandono.
Vinificazione e Affinamento
Dall’uva si prende solo il 60% del mosto. La macerazione sulle bucce è lunga, almeno 40 giorni, con rimontaggi e delestage che estraggono colore e profumi senza forzare.
Il vino riposa poi 6 mesi in acciaio, dove fa da solo la malolattica, e altri 6 mesi in tonneau. Prima di uscire affina ancora 12 mesi in bottiglia. Il legno c’è, ma resta in secondo piano e lascia parlare il frutto.
I dati di analisi della cantina raccontano un vino equilibrato: pH 3,52 e acidità totale di 5,20 grammi per litro. Numeri che spiegano la freschezza del Carusu anche con un grado alcolico pieno.
Degustazione
Nel calice il Carusu 2022 è rosso rubino intenso, con riflessi granati.
Al naso è speziato ed elegante, con profumi di frutta rossa matura.
In bocca i tannini sono morbidi e rotondi, e il sorso scorre fresco e pieno. Il finale è leggermente etereo. Ha 14 gradi, ma l’acidità lo tiene agile e lo rende facile da bere.
Va servito a 16-18 gradi, in un calice ampio. Si beve bene già ora.
Il Carusu 2022 di Terrazze dell’Etna è una bottiglia da tenere sempre in casa: va bene per la cena di tutti i giorni e fa bella figura quando arrivano ospiti che amano i rossi del vulcano. Se non conosci ancora l’Etna Rosso, è un ottimo modo per cominciare.
A tavola sta bene con la carne rossa o bianca ben condita, i formaggi di media stagionatura, la zuppa di pesce e il tonno, come si usa in Sicilia con i rossi dell’Etna.
Da Terrazze dell’Etna trovi anche il Cinniri Etna Bianco 2022, il bianco della casa da uve Carricante.
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