Vigneti delle Dolomiti IGT “San Leonardo” 2019 Magnum – San Leonardo
San Leonardo 2019 in Magnum è il grande rosso del Trentino nel formato che più gli si addice: un litro e mezzo, nella sua cassa di legno. È un taglio bordolese di Cabernet Sauvignon, Carmenère e Merlot, nato ad Avio, dove la valle dell’Adige si apre verso il Lago di Garda.
Il formato non è un dettaglio. Nella Magnum il vino incontra meno aria rispetto alla sua quantità, e per questo invecchia più lentamente e con più armonia. Per un rosso fatto per durare decenni è la bottiglia ideale da custodire in cantina, da regalare o da aprire in una grande occasione.
La Tenuta San Leonardo è una delle più antiche d’Italia. Già nel 589 dopo Cristo le carte parlano di questo luogo, allora chiamato Campi Sarni. Poi vennero i monaci, che costruirono un monastero e le mura dentro le quali crescono ancora le vigne. Dal 1894 la proprietà appartiene ai marchesi Guerrieri Gonzaga.
A cambiare la sua storia fu il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga. Dopo gli studi di enologia in Svizzera lavorò in Toscana con Mario Incisa della Rocchetta, l’uomo del Sassicaia, e tornò in Trentino con un’idea chiara: un rosso di stile bordolese, elegante e longevo.
Con Giacomo Tachis, il più celebre enologo italiano del Novecento, piantò il Cabernet Sauvignon nel 1978. Nel 1982 uscì la prima annata del San Leonardo, che da allora è tra i rossi italiani più premiati. Oggi la tenuta è guidata dal figlio Anselmo Guerrieri Gonzaga.

Dei circa 300 ettari della tenuta, solo una trentina sono a vigna. Si coltiva in biologico, fra boschi e prati, in un angolo riparato: le Alpi fermano i venti freddi del nord, mentre l’aria tiepida del Garda risale la valle e addolcisce il clima.
Le viti hanno da 25 a 75 anni e stanno fra i 120 e i 300 metri di quota. Cabernet Sauvignon e Carmenère vivono su suoli sciolti e sabbiosi, il Merlot su argille che drenano bene. Il caldo del giorno e il fresco della notte fanno maturare l’uva con calma.
Il Carmenère, vecchia uva di Bordeaux oggi rara anche in Francia, è il segno unico di questo vino: dà spezie, erbe e profondità. Nell’annata 2019 l’uvaggio è di 60% Cabernet Sauvignon, 30% Carmenère e 10% Merlot.
Lo stesso vino c’è anche in bottiglia da 0,75 e in mezza bottiglia, mentre il bianco della tenuta è il Sauvignon Vette.
Vinificazione e Affinamento del San Leonardo Magnum
La vendemmia è fatta a mano. Ogni varietà entra in cantina per conto suo e viene vinificata separatamente, come voleva Carlo Guerrieri Gonzaga. Il mosto fermenta in modo spontaneo in piccole vasche di cemento, per circa due settimane, con rimontaggi quotidiani e qualche délestage.
Poi il vino passa circa 24 mesi in barrique di rovere francese, nuove e già usate. Le varietà si uniscono solo alla fine, prima dell’imbottigliamento, e il vino resta ancora a lungo in bottiglia nelle cantine della tenuta.
Degustazione del San Leonardo Magnum
Il colore è un rosso rubino profondo, con riflessi granati. Il naso è ricco: frutti di bosco, poi note balsamiche, sottobosco, tabacco ed erbe di montagna.
Il sorso è fresco ed elegante, con tannini sottili e un grande equilibrio. Il finale è lungo e preciso. In Magnum il vino si sviluppa con calma negli anni, per chi ha la pazienza di aspettarlo. Va servito a 16-18 gradi.
Premi e riconoscimenti
- Gambero Rosso: Tre Bicchieri
- Bibenda: Cinque Grappoli
- Doctor Wine (Daniele Cernilli): 99/100
- James Suckling: 98/100
- Decanter: 98/100
- Robert Parker (Wine Advocate): 97/100
- Vinous: 96/100
- Falstaff: 95/100
- Wine Spectator: 94/100
- Veronelli: Tre Stelle Oro
- Jancis Robinson: 17+/20
- Luca Maroni: 92/99
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