Lazio Rosso IGP “Montiano” 2020 – Famiglia Cotarella
Famiglia Cotarella firma con il Montiano 2020 il suo vino simbolo: un Merlot in purezza nato sulle colline vulcaniche di Montefiascone, sopra il Lago di Bolsena. Dalla prima annata, la 1993, è considerato uno dei grandi rossi d’Italia.
La storia comincia nel 1979, quando i fratelli Riccardo e Renzo Cotarella fondano a Montefiascone la cantina Falesco. L’idea era semplice e coraggiosa: ridare dignità ai vini della Tuscia, una terra con grandi possibilità rimasta dimenticata per troppi anni.
Riccardo è uno degli enologi più conosciuti d’Italia, Renzo ha guidato per decenni la cantina di un’altra grande famiglia toscana. Oggi l’azienda è nelle mani della terza generazione, le cugine Dominga, Marta ed Enrica, e ha preso il nome di Famiglia Cotarella.

La nascita del Montiano
Alla fine degli anni Ottanta Riccardo porta dalla Francia alcune talee di Merlot e le innesta sulle vecchie viti a bacca bianca di Montefiascone, una zona conosciuta fino ad allora solo per i bianchi. Il modello dichiarato è il Merlot di Pomerol, nel Bordolese.
La scommessa riesce: il Montiano diventa in pochi anni il vino che fa conoscere la Famiglia Cotarella nel mondo. In trent’anni manca una sola annata, la 2002, che non è stata prodotta.
Le vigne fra Lazio e Umbria
Le uve vengono da circa 35 ettari fra Montefiascone e Castiglione in Teverina, intorno ai 300 metri di quota. Il suolo è di origine vulcanica, ricco di scheletro, e lascia scorrere bene l’acqua: le radici vanno in profondità e le uve maturano piano.
Le viti sono allevate a guyot, circa 4.200 piante per ettaro, con rese basse, intorno ai 40 quintali per ettaro. La vendemmia si fa a mano, nella prima metà di settembre. Della 2020 escono circa 40.000 bottiglie.
Il lago vicino fa da regolatore: d’estate rinfresca le notti, d’inverno addolcisce il freddo. Le vigne guardano verso l’acqua e prendono luce piena per tutta la giornata, con un’escursione fra giorno e notte che conserva i profumi.
L’annata 2020
Nella Tuscia la 2020 ha avuto un inverno mite e un’estate calda ma senza eccessi, con notti fresche a settembre. Le uve sono arrivate in cantina sane e mature, con un buon equilibrio fra zucchero e acidità. Ne esce un Montiano pieno ma non pesante, che si beve già bene e ha davanti molti anni.
Vinificazione e Affinamento
In cantina le uve sono scelte di nuovo a mano. La fermentazione avviene in acciaio e dura circa 12 giorni, con le bucce a contatto. Una parte del mosto, circa il 15%, viene tolta subito per concentrare colore e profumi nel resto.
La fermentazione malolattica si svolge tutta in barrique. Poi il vino riposa 12 mesi in barrique nuove di rovere francese, Allier e Nevers, e qualche mese in bottiglia prima di uscire. Arriva con circa 14,5% di alcol, ben nascosto dalla morbidezza.
Degustazione
Nel calice il Montiano 2020 è rosso rubino profondo, quasi impenetrabile.
Al naso si apre con vaniglia, piccoli frutti rossi, confettura di more e spezie dolci. Con un po’ d’aria arrivano cacao e tabacco.
In bocca è rotondo e vellutato, con tannini fitti ma morbidi e una struttura armoniosa. Il finale è lungo e torna sul frutto. È un rosso elegante che piace subito, ma tenuto in cantina, coricato e al buio, cresce per dieci anni e più.
Va servito a 16-18 gradi, in un calice ampio. Meglio aprirlo un’ora prima.
A tavola accompagna carni rosse alla griglia, filetto al pepe verde, agnello, cacciagione e formaggi stagionati. È anche un’ottima idea regalo per chi ama i grandi rossi.
Della Famiglia Cotarella trovi anche il Sodale 2022, il fratello minore del Montiano dalle stesse vigne, e l’Ogrà 2018, il loro Syrah. Dalla Toscana arriva il Brunello di Montalcino Le Macioche 2018.
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