Lazio Rosso IGT Syrah “Ogrà” 2018 – Famiglia Cotarella
Famiglia Cotarella dedica l’Ogrà 2018 a un vitigno che nel Lazio pochi avevano il coraggio di provare: il Syrah. È un rosso potente e profumato, prodotto in poche bottiglie, che mostra quanto possono dare le terre vulcaniche della Tuscia.
La storia della famiglia comincia nel 1979, quando i fratelli Riccardo e Renzo Cotarella fondano la cantina Falesco a Montefiascone. Volevano ridare valore ai vini di una zona bellissima ma trascurata, al confine fra Lazio e Umbria.
In pochi anni la cantina diventa un punto di riferimento in Italia. Oggi porta il nome di Famiglia Cotarella ed è guidata dalla terza generazione, le cugine Dominga, Marta ed Enrica, con sede a Montecchio, in provincia di Terni.

Un Syrah nella Tuscia
Il Syrah è un’uva nata nella valle del Rodano, in Francia, e oggi coltivata in tutto il mondo. Ama il sole e i terreni poveri, e dà vini scuri, speziati e longevi. Nella Tuscia ha trovato un clima caldo di giorno e fresco di notte, adatto a una maturazione lenta.
Con l’Ogrà la famiglia ha voluto un Syrah in purezza, senza compromessi. Le uve sono scelte con una cura rara: in vendemmia si seleziona grappolo per grappolo e poi, in cantina, acino per acino. Solo i chicchi perfetti finiscono in vasca.
Per chi conosce i vini della Famiglia Cotarella, l’Ogrà è la prova che la Tuscia non vive solo di Merlot: anche il Syrah qui trova una voce sua, piena e riconoscibile.
La vigna di Castiglione in Teverina
Il vigneto dell’Ogrà è a Castiglione in Teverina, nell’alta Tuscia, poco lontano dalla valle del Tevere. Il terreno è di origine vulcanica, ricco di minerali, e lascia scorrere bene l’acqua.
Le viti sono allevate a cordone speronato, con circa 5.000 piante per ettaro. Ogni pianta porta pochi grappoli: le rese basse danno uve concentrate, con buccia spessa e tanto colore. La vendemmia si fa a mano, a settembre, quando le uve hanno raggiunto la piena maturità.
L’annata 2018
La 2018 è stata un’annata regolare, con una primavera piovosa che ha riempito di acqua i terreni e un’estate calda e lunga. Le uve hanno avuto il tempo di maturare con calma fino a fine settembre. Il risultato è un vino di grande struttura e ricchezza, premiato da Wine Advocate con 93 punti.
Vinificazione e Affinamento
Gli acini scelti a mano fermentano in vasche di acciaio a temperatura controllata, con una lunga macerazione sulle bucce. È in questa fase che il vino prende il suo colore scuro e i profumi di frutta e spezie.
Poi l’Ogrà passa in barrique nuove di rovere francese, dove resta per 18 mesi. Il legno nuovo regge bene la forza del Syrah e la rende più rotonda. Segue un lungo riposo in bottiglia prima della vendita. L’alcol è alto, il 15,7%, ma ben bilanciato.
Degustazione
Nel calice l’Ogrà 2018 è rosso rubino molto intenso, quasi nero, con riflessi violacei.
Al naso è ampio e complesso: petali di rosa, ciliegia matura e amarena, poi spezie, pepe nero, vaniglia e liquirizia. Sul fondo arrivano frutta secca, erbe balsamiche e macchia mediterranea.
In bocca è pieno e caldo, con tannini morbidi e fitti. Il finale è molto lungo e torna sulle spezie e sul frutto scuro. È un vino che può invecchiare bene per dieci anni e più.
Va servito a 18 gradi, in un calice ampio. Conviene aprirlo un’ora prima o versarlo in un decanter.
A tavola accompagna selvaggina, brasati, stufati, agnello alle erbe e formaggi molto stagionati. È anche un bel regalo per chi cerca un rosso diverso dal solito.
Della Famiglia Cotarella trovi anche il Montiano 2020, il loro grande Merlot, e il Sodale 2022, più giovane e immediato. Dalla Toscana arriva il Brunello di Montalcino Le Macioche 2018.
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