Toscana IGT “Paleo” 2022- Le Macchiole
Le Macchiole è una delle cantine simbolo di Bolgheri, fondata nei primi anni Ottanta a Castagneto Carducci, sulla Costa degli Etruschi toscana, da Eugenio Campolmi e dalla moglie Cinzia Merli. In un territorio che allora guardava quasi esclusivamente ai tagli bordolesi, Campolmi ebbe un’intuizione controcorrente e visionaria: cercare la massima purezza espressiva di ogni singolo vitigno, dando vita a vini in gran parte monovarietali. Una scelta tanto audace quanto rischiosa per l’epoca, che ha reso Le Macchiole un punto di riferimento assoluto e ha contribuito a riscrivere la storia enologica della denominazione.
Il progetto nasce da una ricerca ostinata sul terroir bolgherese: suoli estremamente variabili — argille, sabbie, scheletro e limi che cambiano di parcella in parcella — accarezzati dalla brezza marina del Tirreno e da forti escursioni termiche. È in questo mosaico pedologico che Campolmi individua le attitudini di ciascuna varietà, mappando i vigneti pianta per pianta. Da questo lavoro certosino nascono le etichette che hanno consacrato la cantina: Messorio, tra i più grandi Merlot italiani; Scrio, interpretazione radicale e mediterranea del Syrah; e Paleo Rosso, divenuto il manifesto del Cabernet Franc in Italia.
La scomparsa prematura di Eugenio Campolmi, nel 2002, avrebbe potuto interrompere il cammino dell’azienda. È invece Cinzia Merli a raccoglierne l’eredità con determinazione, portando avanti la visione del marito, affiancata negli anni dai figli. Sul piano enologico la cantina si è avvalsa di consulenti che hanno segnato la storia del vino toscano — da Vittorio Fiore a Luca D’Attoma — consolidando uno stile riconoscibile fatto di eleganza, profondità e grande capacità di invecchiamento.
Il cuore della filosofia di Le Macchiole resta il vigneto. La conduzione è biologica, con una gestione plot-by-plot che rispetta tempi e peculiarità di ogni appezzamento: rese contenute, vendemmie manuali e severa selezione dei grappoli. L’obiettivo non è imporre uno stile al frutto, ma lasciar parlare il luogo: ogni vino diventa così la fotografia fedele di un vitigno e della porzione di terra da cui proviene. Anche in cantina l’approccio è di ascolto — fermentazioni misurate, uso sapiente di cemento, legno e anfora — per preservare la purezza aromatica e la tensione salina tipica della costa.
Il risultato è una gamma di vini dal fascino straordinario, capaci di coniugare la generosità solare del clima mediterraneo con una sorprendente freschezza e finezza di trama. Etichette longeve, ricercate dagli appassionati e celebrate dalla critica internazionale, che hanno dimostrato come Bolgheri non sia soltanto terra di grandi assemblaggi, ma anche di monovarietali di rango mondiale.
Oggi Le Macchiole è molto più di una cantina: è l’espressione di una visione — quella di un uomo che ha creduto nel proprio territorio prima e più di chiunque altro — e di una famiglia che continua a custodirla con coerenza e passione, nel segno della ricerca della bellezza e dell’autenticità. Ogni bottiglia racconta questa storia: il legame indissolubile tra una terra unica, un pugno di vitigni e la mano dell’uomo che ha saputo interpretarli.
Le uve di Cabernet Franc, coltivate nei vigneti di Bolgheri, vengono raccolte manualmente. La fermentazione avviene in tini di acciaio inox a temperatura controllata, seguita da un affinamento di 18 mesi in barrique di rovere francese, prevalentemente nuove. Il vino non subisce filtrazioni prima dell’imbottigliamento, preservando così la sua integrità e complessità.
Degustazione
Manto rosso rubino con sfumature granate, dal bouquet che colpisce immediatamente per la sua complessità ed eleganza olfattiva con note di frutta rossa, spezie pregiate, cacao e caffè su un sottofondo minerale e di grafite. Un vino di grande potenza che si distingue per la sua struttura raffinata in bocca.
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