Vin de France “Le Ruisseau” 2024 – Domaine De L’Anglore
Domaine De L’Anglore è una delle cantine più iconiche e ricercate dell’intero panorama del vino naturale francese. Si trova a Tavel, nella sponda destra del Rodano, nel dipartimento del Gard, in una zona storicamente celebre per i suoi potenti rosati ma che Éric Pfifferling ha saputo reinterpretare in modo profondamente personale e radicale, dando vita a vini rossi di straordinaria leggerezza, freschezza e complessità espressiva.
La storia di Éric è affascinante e per molti versi unica. Prima di diventare vignaiolo, era apicoltore. La perdita improvvisa dei suoi alveari — travolti da un’alluvione — segnò una svolta radicale nella sua vita: decise di prendere in mano le vecchie vigne della nonna, quattro ettari tramandati di generazione in generazione nel territorio di Tavel, e di dedicarsi alla vinificazione. Era l’inizio degli anni 2000. Acquistò altri tre ettari nelle vicinanze e fondò il domaine. Oggi Domaine De L’Anglore conta circa sette ettari di vigneti attorno a Tavel, condotti con la stessa attenzione quasi ossessiva che un apicoltore riserva alle sue api: ogni dettaglio conta, nulla viene lasciato al caso.
I vigneti si estendono su suoli diversificati e straordinariamente ricchi: galets roulés — i caratteristici ciottoli rotondi che caratterizzano la zona —, sabbie, argille calcaree e marne blu, gli stessi terreni che, a pochi chilometri, conferiscono grandezza alle celebri appellazioni di Châteauneuf-du-Pape e Lirac. La maggior parte delle vigne sono vecchissime, alcune risalenti agli anni Venti del Novecento, allevate ad alberello e spesso consociate con varietà diverse nello stesso appezzamento: Grenache, Syrah, Mourvèdre, Clairette, Cinsault, Ribeyrenc. Un intreccio ampelografico che testimonia una tradizione viticola di campo aperto dove la biodiversità è un valore irrinunciabile.
L’agricoltura è rigorosamente biologica e biodinamica certificata: nessun prodotto chimico di sintesi, trattamenti esclusivamente naturali, rispetto dei cicli lunari per ogni operazione in vigna e in cantina. Le rese sono bassissime, le vendemmie rigorosamente manuali, i grappoli selezionati con cura cassetta per cassetta.
In cantina, Éric Pfifferling è considerato un maestro assoluto della macerazione carbonica a grappolo intero: i grappoli interi, con i raspi, vengono posti direttamente in fermentazione senza diraspatura né pigiatura. È una tecnica che preserva la massima freschezza e purezza del frutto, esaltando la vitalità e la bevibilità naturale delle uve. Le fermentazioni sono spontanee, senza lieviti selezionati né aggiunte enologiche. In affinamento vengono utilizzati botti e vasche di cemento, mai la barrique nuova che potrebbe sovrastare la delicatezza dei vini. Non vengono effettuate filtrazioni né stabilizzazioni forzate, e i solfiti sono assenti o ridotti a quantità irrisorie.
Il risultato è un portfolio di vini di rara coerenza stilistica: rossi translucidi e luminosi, a volte quasi rosati nel colore, ma dotati di una profondità aromatica e di una struttura tannica serica e persistente che sorprende chiunque li approcci. Domaine De L’Anglore è oggi un punto di riferimento assoluto per chi cerca l’anima autentica della Grenache meridionale, interpretata con una leggerezza e una freschezza che ricordano i grandi Pinot Noir della Borgogna molto più che le tradizionali potenze tanniniche del Sud del Rodano.
Vinificazione e Affinamento
Le Ruisseau è la cuvée più recente del portfolio di Domaine De L’Anglore, nata dalla volontà di Éric Pfifferling di portare il Mourvèdre — vitigno storicamente associato a vini potenti, tannici e austeri — in un registro completamente inedito: leggero, succoso, immediato. Il vino è prodotto da giovani vigne di Mourvèdre (con una piccola parte di Carignan nell’annata 2023), impiantate su suoli a dominante argilo-calcarea con strutture sabbiose e ricchi di ciottoli, nel territorio di Tavel.
La vendemmia è manuale, con raccolta in piccole cassette. In cantina la vinificazione avviene per macerazione carbonica a grappolo intero della durata di circa due settimane: i grappoli interi, con i raspi, fermentano senza diraspatura né pigiatura. Segue un affinamento in botte che preserva la freschezza del frutto e aggiunge rotondità senza cedere lignee invasive. Nessun lievito selezionato, nessuna filtrazione, nessuna aggiunta di solfiti.
Degustazione
Colore: Il vino si presenta con un rosso rubino vivace e brillante, luminoso, con riflessi violacei che richiamano la giovinezza dell’uva e la vitalità della fermentazione carbonica. Limpido, quasi trasparente verso il bordo del calice.
Naso: Il profilo olfattivo è esuberante e immediato: frutti viola e rossi maturi dominano la scena — mirtillo, mora, prugna selvatica, lampone — su un fondo floreale di violetta e peonia. Seguono note delicate di pepe bianco e spezie dolci, un accenno di liquirizia fresca e una traccia di cuoio morbido che ricorda l’impronta varietale del Mourvèdre, qui resa eterea e non opprimente. Il naso è pulitissimo, senza sbavature, a testimonianza di una fermentazione spontanea perfettamente governata.
Palato: Il sorso è fresco, goloso e di notevole bevibilità — inaspettata per un vitigno di norma così massiccio. I tannini sono sottilissimi e quasi impalpabili, la struttura snella ma non priva di sostanza. L’acidità è vivace e integrata, il finale lungo e minerale, con un ritorno di frutto scuro e un tocco balsamico che prolunga piacevolmente la persistenza. Sfida ogni aspettativa sul Mourvèdre meridionale: più vivo, più fresco, più gaio.
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