Vin de France “Pierre Chaude” 2022 – Domaine De L’Anglore
Domaine De L’Anglore è una delle cantine più iconiche e ricercate dell’intero panorama del vino naturale francese. Si trova a Tavel, nella sponda destra del Rodano, nel dipartimento del Gard, in una zona storicamente celebre per i suoi potenti rosati ma che Éric Pfifferling ha saputo reinterpretare in modo profondamente personale e radicale, dando vita a vini rossi di straordinaria leggerezza, freschezza e complessità espressiva.
La storia di Éric è affascinante e per molti versi unica. Prima di diventare vignaiolo, era apicoltore. La perdita improvvisa dei suoi alveari — travolti da un’alluvione — segnò una svolta radicale nella sua vita: decise di prendere in mano le vecchie vigne della nonna, quattro ettari tramandati di generazione in generazione nel territorio di Tavel, e di dedicarsi alla vinificazione. Era l’inizio degli anni 2000. Acquistò altri tre ettari nelle vicinanze e fondò il domaine. Oggi Domaine De L’Anglore conta circa sette ettari di vigneti attorno a Tavel, condotti con la stessa attenzione quasi ossessiva che un apicoltore riserva alle sue api: ogni dettaglio conta, nulla viene lasciato al caso.
I vigneti si estendono su suoli diversificati e straordinariamente ricchi: galets roulés — i caratteristici ciottoli rotondi che caratterizzano la zona —, sabbie, argille calcaree e marne blu, gli stessi terreni che, a pochi chilometri, conferiscono grandezza alle celebri appellazioni di Châteauneuf-du-Pape e Lirac. La maggior parte delle vigne sono vecchissime, alcune risalenti agli anni Venti del Novecento, allevate ad alberello e spesso consociate con varietà diverse nello stesso appezzamento: Grenache, Syrah, Mourvèdre, Clairette, Cinsault, Ribeyrenc. Un intreccio ampelografico che testimonia una tradizione viticola di campo aperto dove la biodiversità è un valore irrinunciabile.
L’agricoltura è rigorosamente biologica e biodinamica certificata: nessun prodotto chimico di sintesi, trattamenti esclusivamente naturali, rispetto dei cicli lunari per ogni operazione in vigna e in cantina. Le rese sono bassissime, le vendemmie rigorosamente manuali, i grappoli selezionati con cura cassetta per cassetta.
In cantina, Éric Pfifferling è considerato un maestro assoluto della macerazione carbonica a grappolo intero: i grappoli interi, con i raspi, vengono posti direttamente in fermentazione senza diraspatura né pigiatura. È una tecnica che preserva la massima freschezza e purezza del frutto, esaltando la vitalità e la bevibilità naturale delle uve. Le fermentazioni sono spontanee, senza lieviti selezionati né aggiunte enologiche. In affinamento vengono utilizzati botti e vasche di cemento, mai la barrique nuova che potrebbe sovrastare la delicatezza dei vini. Non vengono effettuate filtrazioni né stabilizzazioni forzate, e i solfiti sono assenti o ridotti a quantità irrisorie.
Il risultato è un portfolio di vini di rara coerenza stilistica: rossi translucidi e luminosi, a volte quasi rosati nel colore, ma dotati di una profondità aromatica e di una struttura tannica serica e persistente che sorprende chiunque li approcci. Domaine De L’Anglore è oggi un punto di riferimento assoluto per chi cerca l’anima autentica della Grenache meridionale, interpretata con una leggerezza e una freschezza che ricordano i grandi Pinot Noir della Borgogna molto più che le tradizionali potenze tanniniche del Sud del Rodano.
Vinificazione e Affinamento
La Pierre Chaude nasce da una parcella piantata nel 1955 dal nonno di Éric Pfifferling, su suoli calcarei di lauzes — le caratteristiche lastre di pietra calcarea affiorante tipiche dell’area di Tavel — che conferiscono al vino una mineralità verticale e una tensione unica. Il blend è composto da Grenache, Carignan e Clairette, tre vitigni storici del Rodano meridionale qui vinificati insieme per esprimere la piena complessità del terroir.
La vendemmia è manuale, con raccolta in piccole cassette. In cantina la vinificazione avviene per macerazione carbonica a grappolo intero: i grappoli interi, con i raspi, fermentano senza diraspatura né pigiatura, in un processo di fermentazione intracellulare che dura circa 15 giorni. Segue un affinamento di 18 mesi in demi-muid (botti troncoconiche da circa 600 litri), che conferisce struttura e rotondità senza cedere al vino note legnose invasive. Nessun lievito selezionato, nessuna filtrazione, nessun solfito aggiunto. Classificazione: Vin de France — Vallée du Rhône, Tavel.
Degustazione
Colore: Il vino si presenta con un rosso rubino di media intensità, più profondo e denso rispetto alla Terre d’Ombre, con riflessi granato che anticipano la maggiore struttura. Trasparente alla luce, con un bordo vivace.
Naso: Il bouquet è ricco, complesso e avvolgente. I frutti rossi maturi dominano — amarena, mora, prugna fresca — intrecciati con note di spezie orientali (pepe nero, cannella), garrigue provenzale (lavanda, timo, rosmarino) e un tocco balsamico di eucalipto. Con l’apertura emerge una nota floreale di rosa selvatica e un richiamo minerale di pietra calcarea riscaldata dal sole — quella “pietra calda” evocata nel nome della cuvée.
Palato: L’ingresso è ampio, materico e setoso: i tannini sono presenti ma finissimi, rivestiti da una texture vellutata straordinaria. La struttura è più solida rispetto alle altre cuvée del domaine, con un corpo medio-pieno che non perde mai la sua freschezza. La bocca rispecchia fedelmente il naso — frutto maturo, spezie, garrigue — con un finale lungo, caldo e minerale, scandito da una sapidità persistente che richiama il calcare dei suoli di Tavel.
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