Torgiano Rosso Riserva DOCG Rubesco Vigna Monticchio 2020 – Lungarotti
Lungarotti è la cantina che ha scritto la storia del vino di Torgiano, e il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2020 è l’ultima annata del suo cru più famoso: Sangiovese in purezza da un solo vigneto, fatto solo negli anni migliori.
Tutto parte nel 1962, quando Giorgio Lungarotti riunisce le terre di famiglia in una cantina moderna. Due anni dopo, nel 1964, nasce il primo Rubesco Riserva, dalle uve della vigna già allora considerata la più vocata della zona. Nel 1968 arriva la DOC Torgiano e nel 1990 la DOCG Torgiano Rosso Riserva, valida a ritroso dalla vendemmia 1983. Nel 1974 la famiglia apre a Torgiano il Museo del Vino, ancora oggi aperto ai visitatori.
Dal 1999 alla guida ci sono la figlia Chiara Lungarotti e Teresa Severini, enologa, già da anni al fianco di Giorgio. Il nome del vigneto compare in etichetta dagli anni Settanta: prima accanto ad altri vigneti, poi da solo, dai primi anni Ottanta.
Torgiano è un borgo medievale a pochi chilometri da Perugia, alla confluenza fra il Tevere e il Chiascio. Le sue colline sono basse e dolci, con un clima più mite di quello dell’alta Umbria: estati calde, ma con notti fresche che aiutano il Sangiovese a maturare piano e a tenere profumi e acidità. Qui il vino si fa da secoli, e il paese è ancora oggi legato alla vigna e all’olivo.

Il vigneto: Lungarotti e la Vigna Monticchio
Il vigneto sta a Brufa, frazione di Torgiano, fra 260 e 290 metri di quota. Sono circa 15 ettari esposti verso il tramonto, su un suolo di origine lacustre: strati di argilla alternati a sabbia, più frequente nella parte bassa, con elementi calcarei e limo. Le viti, rinnovate dalla seconda metà degli anni Novanta con una selezione clonale, sono allevate a cordone speronato.
In origine il vigneto mescolava Sangiovese e un po’ di Canaiolo, vendemmiati insieme. Dal 2009 si usa solo Sangiovese. Questo cru non si fa tutti gli anni: dal 1964 è stato saltato in più di dieci vendemmie, quando l’uva non era all’altezza. Ne escono circa 20.000 bottiglie, anche in Magnum e in formato da tre litri.
Il 2020 ha avuto una primavera secca e tiepida, poi piogge abbondanti fra maggio e giugno che hanno protetto le vigne dal caldo di luglio e agosto. Il Sangiovese è stato raccolto nella quarta settimana di settembre, dopo le piogge di metà mese, con una buona maturazione e uve sanissime. Il 2020 è l’annata più giovane in commercio.
Sul sito trovi anche le altre annate di questo cru: 2017, 2018 e 2019. Metterle a confronto è il modo migliore per capire come il Sangiovese di Torgiano cambia con il tempo.
Vinificazione e Affinamento del Vigna Monticchio 2020
Il Sangiovese si vendemmia di solito fra fine settembre e inizio ottobre. La fermentazione avviene in acciaio, a temperatura controllata intorno ai 26 gradi, con una macerazione sulle bucce di 25-28 giorni.
Il vino matura per circa 12 mesi in legno, fra barrique e botti grandi da 50 ettolitri, poi riposa qualche mese in acciaio e circa tre anni in bottiglia prima di uscire dalla cantina. È un rosso pensato per durare: la cantina indica un invecchiamento medio di 30-35 anni.
Degustazione del Vigna Monticchio 2020 di Lungarotti
Nel bicchiere è rosso rubino vivo. Al naso arrivano ciliegia, lampone e viola, poi spezie dolci e una nota di erbe aromatiche. In bocca è succoso e profondo, con tannini giovani e precisi e un finale lungo che promette molti anni di vita in cantina. Va servito a 18 gradi, in un calice ampio.
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