Romagna Albana docg “Delyus” 2024 – Marta Valpiani
Marta Valpiani nasce sui rilievi luminosi di Castrocaro Terme, nel cuore della Romagna più autentica, dove il paesaggio si distingue per una conformazione geologica straordinaria. Qui i calanchi argillosi si alternano ad affioramenti di arenarie, molasse dorate e banchi di calcare, dando vita a un mosaico unico che influenza in modo decisivo il carattere dei vini. È un territorio di forte identità, dove la luce è intensa, il vento asciuga costantemente i filari e il sole domina il ciclo vegetativo della vite, mentre il suolo custodisce una memoria antichissima che si traduce in profondità minerale e tensione gustativa.
In questo scenario prende forma un progetto che mette al centro il rispetto assoluto del territorio e un’idea di agricoltura fondata sull’equilibrio tra suolo, pianta e uomo. La famiglia Valpiani porta avanti una visione chiara e coerente, guidata da una sensibilità profonda verso la viticoltura naturale e biodinamica. Le vigne vengono curate quotidianamente con attenzione artigianale, privilegiando la biodiversità, le lavorazioni leggere del terreno e interventi minimi ma mirati, capaci di accompagnare la pianta senza forzarla. L’obiettivo non è correggere la natura, ma comprenderla e sostenerla, affinché ogni parcella possa esprimere al meglio la propria identità.
I vigneti si inseriscono armoniosamente nel paesaggio collinare di Castrocaro, dove l’alternanza di argille e rocce calcaree contribuisce a generare vini di grande verticalità e sapidità. È proprio questa combinazione tra energia solare, ventilazione costante e substrato minerale a conferire alle uve una maturazione equilibrata, mai eccessiva, preservando freschezza e definizione aromatica. Il lavoro in campagna diventa così il primo e più importante gesto enologico, perché la qualità nasce tra i filari, nel rispetto dei ritmi naturali e delle stagioni.
In cantina la filosofia rimane fedele a questi principi. Fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessun artificio enologico e un utilizzo sapiente del cemento come materiale neutro e vivo, capace di accompagnare l’evoluzione del vino senza sovrastarlo. L’intervento umano è discreto, quasi silenzioso, volto unicamente a preservare l’integrità del frutto e la purezza espressiva. Non si cercano scorciatoie né effetti costruiti: il vino viene lasciato libero di raccontare il vigneto da cui proviene.
La produzione si concentra sui vitigni simbolo della Romagna, interpretati con uno stile personale e identitario. Albana, Sangiovese e Trebbiano Romagnolo diventano strumenti attraverso cui leggere il territorio in modo autentico. L’Albana rivela profondità, tensione e una trama minerale che richiama la roccia; il Sangiovese si esprime con finezza, energia e una trama tannica elegante; il Trebbiano Romagnolo sorprende per precisione, freschezza e capacità di tradurre il carattere del suolo in una beva vibrante. Ogni bottiglia rappresenta una fotografia del vigneto, un equilibrio tra verticalità, sapidità e finezza aromatica che rimanda chiaramente al carattere roccioso delle colline di Castrocaro.
La filosofia di Marta Valpiani è permeata da autenticità e profondità. Non si tratta semplicemente di produrre vino, ma di custodire e interpretare un paesaggio complesso, trasformando la ricchezza geologica in espressione sensoriale. La coerenza del progetto, la qualità artigianale e la capacità di mantenere uno stile riconoscibile hanno conquistato l’attenzione di appassionati e professionisti. È una realtà che dimostra come un territorio apparentemente difficile possa diventare fonte di vini luminosi, vibranti e intensamente legati alla propria origine.
Vinificazione
La vinificazione del Delyus Albana è molto artigianale: parte delle uve viene diraspata, mentre un’altra parte va in pressa a grappolo intero; la pressatura è molto soffice e il mosto viene lasciato decantare per una notte. La fermentazione avviene in piccoli tini da 10 hl senza controllo di temperatura, utilizzando lieviti indigeni.
Se l’annata lo consente, si può completare la malolattica spontanea; in caso contrario, il vino rimane più verticale e severo — è una scelta naturale perché “l’Albana non la si addomestica, la si ama e basta.”
Dopo la fermentazione il vino affina in vasche di cemento senza uso di solfiti fino all’imbottigliamento che avviene non prima di fine marzo.
Degustazione
Aspetto: luminoso, con un colore chiaro, quasi dorato. Profumo: elegante, con note salmastre, leggere sfumature salate e minerali che richiamano il terroir dei calanchi. Gusto: leggero, verticale e “di sale”: la sapidità è protagonista, accompagnata da freschezza e luminosità.
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