Meursault Aoc “Clos de la Barre” 2014 – Comtes Lafon
Comtes Lafon rappresenta una delle espressioni più alte e raffinate della viticoltura borgognona, un punto di riferimento assoluto per chi ricerca vini di straordinaria precisione, profondità ed eleganza. Fondata nel 1869, questa storica proprietà affonda le sue radici nel cuore della Borgogna, più precisamente nel prestigioso villaggio di Meursault, territorio universalmente riconosciuto per la produzione di alcuni dei più grandi Chardonnay al mondo. Nel corso del tempo, il domaine ha costruito una reputazione impeccabile, basata su rigore, coerenza stilistica e un rispetto quasi reverenziale per il terroir.
Oggi la guida della cantina è affidata a Dominique Lafon, figura chiave dell’enologia contemporanea, che ha segnato una vera e propria svolta qualitativa a partire dagli anni Ottanta. Il suo approccio ha saputo coniugare la grande tradizione familiare con una visione moderna, improntata sull’ascolto della vigna e sull’intervento minimo in cantina. Grazie a questa filosofia, Comtes Lafon è diventato sinonimo di eccellenza assoluta, non solo a Meursault ma in tutta la Côte de Beaune.
Il cuore del progetto risiede nella cura maniacale del vigneto, considerato il vero motore della qualità. La viticoltura praticata è biologica certificata, con una forte ispirazione ai principi della biodinamica, applicati in modo pragmatico e consapevole. L’obiettivo è preservare la vitalità dei suoli, favorire la biodiversità e permettere alle piante di esprimere in modo autentico il carattere del luogo. Le rese sono volutamente molto basse, una scelta che consente di ottenere uve perfettamente mature, ricche di complessità aromatica e dotate di grande equilibrio naturale.
Le parcelle più prestigiose, situate nei Premier e Grand Cru, vengono lavorate interamente a mano, con interventi minimi e sempre calibrati sulle reali esigenze della pianta. Ogni vigna è osservata come un ecosistema unico, e ogni decisione agronomica è presa con l’intento di valorizzarne le specificità. Questa attenzione quasi artigianale permette di cogliere le più sottili sfumature tra i diversi climat, vera anima della Borgogna.
In cantina la filosofia di Dominique Lafon prosegue nel segno della discrezione e della precisione. Le fermentazioni avvengono in modo spontaneo, grazie ai lieviti indigeni, mentre l’utilizzo del legno è sempre misurato e mai invasivo. Le barrique, in parte nuove e in parte di secondo o terzo passaggio, sono scelte con grande attenzione per accompagnare il vino senza sovrastarne la purezza. L’affinamento prolungato sui lieviti contribuisce a donare struttura, profondità e una straordinaria capacità di evoluzione nel tempo.
I vini di Comtes Lafon si distinguono per una straordinaria tensione minerale, una precisione aromatica cristallina e una complessità che si sviluppa lentamente nel bicchiere. A Meursault, lo Chardonnay raggiunge vertici di eleganza assoluta, coniugando ricchezza e freschezza in un equilibrio rarissimo. Allo stesso tempo, le interpretazioni di Pinot Noir provenienti dalle altre denominazioni del domaine mostrano finezza, profondità e grande coerenza territoriale.
Oggi Comtes Lafon è considerato uno dei domaine più influenti e rispettati della Borgogna, un simbolo di come tradizione, sensibilità contemporanea e rispetto della natura possano fondersi per dare vita a vini capaci di raccontare il terroir con autenticità, emozione e straordinaria longevità.
Vinificazione e Affinamento
La vendemmia è manuale e lo Chardonnay è pigiato con delicatezza per preservare purezza e freschezza. La fermentazione avviene con lieviti indigeni in botti di rovere, con parte dell’uso di legno nuovo ma in proporzione contenuta, così da non sovrastare l’espressività del frutto. Dopo la fermentazione malolattica il vino affina per circa 18-20 mesi in legni di vari passaggi.
Degustazione
Alla vista il Clos de la Barre mostra un colore giallo paglierino luminoso, con riflessi dorati, indice di maturità ben gestita. Al naso emergono profumi raffinati di frutta bianca (pera, mela), talvolta pesca matura, scorza d’agrumi, fiori bianchi, nocciola tostata e note di tè bianco. Le componenti minerali sono ben integrate con una sfumatura fumé o leggermente affumicata nei millésimes più maturi.
Al palato il vino è elegante, con corpo pieno ma equilibrato, acidità vibrante che sorregge la materia, texture setosa, densità minerale e finale lungo che richiama scorza d’agrumi, mandorla, pietra focaia e accenni salini. Buon potenziale di invecchiamento, che può permettere all’espressione aromatica di evolvere per molti anni.
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