Champagne Brut Alexandre – Patrick Soutiran
Il Champagne Brut Alexandre di Patrick Soutiran è uno Champagne Premier Cru di vignaiolo, fatto da una famiglia che coltiva le sue vigne nella Montagne de Reims. Nasce dalle tre uve classiche della Champagne, Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Meunier, e riposa a lungo sui lieviti. È la cuvée di Patrick Soutiran pensata per la tavola: piena, cremosa, generosa.
La famiglia di Patrick Soutiran
La maison si trova ad Ambonnay, uno dei villaggi Grand Cru più famosi della Champagne, sul versante sud della Montagne de Reims. La famiglia coltiva la vite qui da più generazioni. Alla fine degli anni Sessanta Alain e Roselyne hanno dato vita alla loro cantina, poi è arrivata la figlia Valérie e il nome è diventato Champagne Soutiran.
Dal 1999 in cantina c’è anche suo marito Patrick, che segue la produzione. L’azienda è piccola: circa 6 ettari divisi in una trentina di parcelle, quasi tutte ad Ambonnay, più alcune vigne Premier Cru nei paesi vicini. La cuvée Alexandre porta il nome del figlio di Valérie e Patrick.
La Montagne de Reims e i Premier Cru
La Montagne de Reims è la collina boscosa che separa Reims da Épernay. Sulle sue pendici, su terreni di gesso e calcare, crescono soprattutto Pinot Nero e Chardonnay. Il gesso trattiene l’acqua e la restituisce piano alle radici, e dà ai vini freschezza e finezza.
Le uve dell’Alexandre di Patrick Soutiran arrivano dalle vigne Premier Cru della famiglia a Trépail, Chigny-les-Roses, Ludes e Chamery. Sono villaggi di alta qualità, classificati appena sotto i Grand Cru. Ogni parcella viene vendemmiata e vinificata con cura, per avere poi in mano tanti piccoli vini da unire nell’assemblaggio.

Come nasce lo Champagne Brut di Patrick Soutiran
Lo Champagne Brut Alexandre è fatto per il 40% di Pinot Nero, il 40% di Chardonnay e il 20% di Pinot Meunier. Il Pinot Nero dà corpo e struttura, lo Chardonnay porta eleganza e agrumi, il Meunier aggiunge frutto e morbidezza.
Dopo la prima fermentazione, il vino va in bottiglia con lieviti e zucchero per la seconda fermentazione, quella che crea le bollicine: è il metodo champenois. Poi riposa per 36 mesi sui lieviti, molto più del minimo richiesto. Da questo lungo affinamento arrivano la cremosità e le note di brioche e burro. Il dosaggio è Brut, cioè secco.
Com’è nel bicchiere
Alla degustazione il colore è oro brillante, con una bollicina fine e continua. Al naso si sentono la frutta gialla matura, la pesca e la pera, poi note di burro e pasticceria, nocciola e crosta di pane.
In bocca è ampio e strutturato, ma insieme fresco e cremoso, con un finale lungo e sapido. Ha 12,5 gradi. La cuvée ha ricevuto buoni giudizi da guide come Gault & Millau e da Robert Parker.
Servitelo a 8-10 gradi, in un calice a tulipano: i suoi profumi hanno bisogno di spazio per aprirsi.
A tavola
Il Brut Alexandre di Patrick Soutiran è uno Champagne da tutto pasto, con la struttura per stare accanto a piatti importanti.
Provatelo con i crostacei, gli scampi e le capesante, con il sushi e il pesce al forno, con le carni bianche e il pollo arrosto. Sta molto bene anche con i formaggi stagionati come un Comté o un Parmigiano. Per chi cerca un Champagne Brut di vignaiolo con carattere, questa bottiglia è un regalo che fa sempre bella figura.
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