Fiano di Avellino DOCG “Radici” 2023 Magnum – Mastroberardino
Il Fiano Radici 2023 di Mastroberardino in formato Magnum da 1,5 litri, nella sua cassa di legno, è un bianco irpino pieno e profumato, perfetto per una tavola di amici o come regalo importante.
La famiglia Mastroberardino coltiva la vite in Irpinia dagli inizi del Settecento e ha sede ad Atripalda, vicino ad Avellino. Nel dopoguerra Antonio Mastroberardino ha difeso il Fiano quando quasi nessuno lo piantava più: oggi è uno dei grandi bianchi d’Italia.
La tenuta di Santo Stefano del Sole
Il Fiano Radici nasce nella tenuta di Santo Stefano del Sole, il luogo dove, agli inizi del Settecento, è cominciata la storia della famiglia in vigna. Siamo sulle colline intorno ad Avellino, con vigne alte, notti fresche e un buon salto di temperatura fra giorno e notte.
Il nome Radici dice tutto: un ritorno alle origini, cercando il miglior incontro fra vitigno e territorio. Il risultato è un bianco con una densità rara, solido e di spessore.

Un’etichetta dipinta
L’etichetta riproduce un particolare di un dipinto di Maria Micozzi, realizzato sulle volte delle grotte di affinamento della cantina di Atripalda. È un modo per portare in tavola un pezzo della casa del vino.
Il formato Magnum non è solo bello da vedere. Nella bottiglia grande il vino evolve più lentamente e resta fresco più a lungo: per questo i collezionisti lo amano, e per questo vale la pena tenerlo qualche anno in cantina.
Vinificazione e Affinamento
La vinificazione è quella classica in bianco. Il mosto fermenta in serbatoi di acciaio per circa 20 giorni, a temperatura controllata fra 16 e 18 gradi, per conservare i profumi delicati del Fiano.
Il vino non passa in legno. Dopo la fermentazione affina per tre o quattro mesi in bottiglia prima di uscire: un bianco sincero, dove si sentono l’uva e la terra da cui viene. La breve sosta in bottiglia serve solo ad armonizzare i profumi.
Degustazione
Nel calice il Fiano Radici è giallo paglierino brillante.
Al naso è ricco e vario: erbe aromatiche come timo e salvia, pera, ananas, acacia, biancospino, agrumi e la tipica nota di nocciola del Fiano.
In bocca il Fiano Radici ha una bella acidità, bilanciata da una grande morbidezza. Si aprono la pesca bianca e il pompelmo, e il finale si chiude su note di frutta secca.
Va servito a 10-12 gradi, in un calice ampio. Con il tempo in bottiglia il Fiano prende note di miele, sempre con una vena fresca.
A tavola sta bene con formaggi freschi, zuppe di pesce, crostacei, pesce arrosto e carni bianche. Prova questo bianco di Mastroberardino con una mozzarella di bufala o con gli scialatielli ai frutti di mare.
Il Fiano di Avellino
Il Fiano è un’uva antica dell’Irpinia, che ama le colline alte e i terreni vulcanici. La denominazione Fiano di Avellino DOCG comprende molti comuni intorno al capoluogo, con vigne spesso oltre i 400 metri. Qui i vini hanno profumi fini e una freschezza che li fa durare nel tempo.
Il Fiano Radici è il punto di partenza per conoscere i bianchi di Mastroberardino: è il vino che mostra il carattere del vitigno senza filtri. In Magnum diventa ancora più adatto alle grandi occasioni, a una cena di festa o a un regalo per chi ama i bianchi italiani.
Della stessa cantina trovi anche il Fiano di Avellino Stilèma 2019, il Greco di Tufo Stilèma 2018 in Magnum e il rosso Taurasi Radici 2019.
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