Fiano di Avellino Riserva DOCG “Stilèma” 2019 – Mastroberardino
Il Fiano Stilèma 2019 di Mastroberardino è una Riserva ispirata ai grandi Fiano degli anni Settanta e Ottanta: un bianco moderno e insieme classico, di grande ricchezza, fatto per durare nel tempo.
La famiglia Mastroberardino coltiva la vite in Irpinia dagli inizi del Settecento e ha la cantina ad Atripalda, vicino ad Avellino. Antonio Mastroberardino, nel dopoguerra, ha creduto nel Fiano quando rischiava di sparire.
Il progetto Stilèma
Stilèma rende omaggio ad Antonio, l’archeologo della vite. Il progetto è nato all’inizio degli anni Duemila: anni di prove in vigna e in cantina, con la scelta di cloni pre-fillossera e nuovi metodi di lavoro.
Con il Fiano Stilèma l’obiettivo è riportare in bottiglia lo stile dei Fiano che hanno fatto la storia dell’Irpinia, con la precisione di oggi.

Montefalcione e Manocalzati
Le uve arrivano da due zone: Montefalcione e Manocalzati, a circa 550 metri di altitudine. I terreni sono diversi fra loro: argillosi e calcarei, sabbiosi, di origine vulcanica.
Questa varietà di suoli dà al vino equilibrio fra freschezza e struttura, e porta in primo piano la sapidità e la mineralità che sono il segno dei migliori Fiano di Avellino.
Montefalcione si trova sulle colline a est di Avellino, in una zona fresca e ventilata, dove l’uva matura lentamente e conserva acidità. Manocalzati, più vicina alla valle del Sabato, dà uve più morbide e profumate. L’unione delle due zone dà un vino completo, che ha insieme nerbo e rotondità. È un lavoro di scelta fatto in vigna, prima ancora che in cantina.
Vinificazione e Affinamento
La vinificazione è classica in acciaio, a temperatura controllata fra 16 e 18 gradi. Poi il vino resta sulle fecce di fermentazione per circa 24 mesi, per guadagnare sapidità e longevità.
La fermentazione malolattica arrotonda il profilo e dona morbidezza e persistenza. Circa il 10% del vino affina in barrique non nuove per 12 mesi. Infine il Fiano Stilèma riposa almeno 18 mesi in bottiglia.
Degustazione
Nel calice è giallo paglierino chiaro, con riflessi verdolini.
Il profumo è ampio e complesso: pietra focaia, note salmastre, mandorla fresca, cedro ed erbe di campo.
In bocca il Fiano Stilèma è agile e fresco, con sapori di mela matura, un ricordo di ostrica, mandorla tostata e una leggera nota affumicata. La freschezza sorprende e accompagna un finale lungo.
Va servito a 12 gradi, in un calice ampio. È buono già oggi e può migliorare in cantina per molti anni.
A tavola sta bene con formaggi freschi, zuppe di pesce, crostacei, pesce arrosto e carni bianche. Prova questo bianco di Mastroberardino con un’orata al forno o con le ostriche.
Un Fiano da far invecchiare
Il Fiano è uno dei bianchi italiani che invecchiano meglio. Con gli anni prende note di miele, nocciola tostata, pietra e idrocarburo, ma la sua acidità resta viva. Il Fiano Stilèma nasce proprio per questo: è pensato per essere aperto anche dopo dieci anni dalla vendemmia.
Per conservarlo al meglio tieni la bottiglia coricata, al buio e al fresco, fra 12 e 15 gradi. Fra i bianchi di Mastroberardino è il più ambizioso, e per chi colleziona vini italiani è una bottiglia da avere. Aperto accanto a un Fiano giovane mostra quanto il tempo può arricchire questo vitigno.
Della stessa cantina trovi il Greco di Tufo Stilèma 2018, il più giovane Fiano Radici 2023 in Magnum e il rosso Taurasi Radici 2018.
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