Trento DOC “Chri Brut” – Felsen
Il Felsen Chri Brut è un Trento DOC di solo Chardonnay, nato tra le rocce della Val di Cembra. È una bollicina di montagna, fresca e salina, che riposa almeno tre anni sui lieviti prima di arrivare nel calice.
Felsen è un progetto giovane di tre amici trentini, con esperienze diverse nel mondo del vino, uniti dalla passione per lo spumante della loro terra. La sede è a Baselga di Pinè. Il nome viene dalla parola che i vecchi contadini delle Dolomiti usavano per le rocce: “felsen”. Le rocce sono il segno di questo vino, verticale e minerale.

La Val di Cembra
La Val di Cembra è una delle zone più alte e ripide del Trentino. Le vigne salgono sui terrazzi tenuti da muretti a secco in porfido, spesso oltre i 500 metri di quota. Qui le notti sono fresche anche d’estate, e l’uva matura lenta tenendo un’acidità alta.
Sono le condizioni ideali per lo Chardonnay da spumante: profumi fini, tanta freschezza e una vena sapida che viene dalla roccia. La vendemmia, su pendii così, si può fare solo a mano.
Il Trento DOC
Il Trento DOC è stata la prima denominazione italiana dedicata al Metodo Classico, riconosciuta nel 1993. Le uve sono soprattutto Chardonnay e Pinot Nero, coltivate sulle colline e sulle valli del Trentino. La seconda fermentazione avviene in bottiglia, come per lo Champagne.
Per il Brut senza annata la legge chiede almeno 15 mesi sui lieviti. Il Chri Brut ne fa almeno 36: più del doppio.
Vinificazione e Affinamento
Le uve, solo Chardonnay, vengono scelte e raccolte a mano. Dal vino base si fa la presa di spuma in bottiglia, con lieviti selezionati in colture proprie. Poi lo spumante resta sui lieviti per almeno 36 mesi.
Il lungo riposo sui lieviti dà al Chri Brut una bollicina fine, profumi di crosta di pane e una bocca più ampia. Arriva con 12,5% di alcol.
Degustazione
Nel calice il Felsen Chri Brut è giallo brillante con riflessi verdolini, e il perlage è finissimo.
Al naso è avvolgente: mela, una leggera tostatura e delicati richiami alla pasticceria.
In bocca è equilibrato e salino, con una buona acidità. La freschezza energica gli dà lunghezza e un finale persistente.
Va servito a 6-8 gradi, in un calice a tulipano più che nella flûte, così i profumi si aprono meglio.
È ottimo come aperitivo. A tavola accompagna salumi, primi piatti, risotti, crudi di pesce e fritture. Prova anche con il Trentingrana o con una carne salada trentina.









