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Côtes du Jura “JuCha” 2022 – Zeroine – Ganevat – Maylis Bernard

79,00 

Disponibile

SKU: 303021
Produttore: Ganevat
Categorie: Francia, Bianchi, Chardonnay, Jura

Descrizione

Côtes du Jura “JuCha” 2022 – Zeroine – Ganevat – Maylis Bernard

Domaine Jean-François Ganevat ha sede nella frazione di La Combe de Rotalier, a sud di Lons-le-Saunier, nel cuore dello Jura francese. La storia di questa famiglia affonda le radici nel 1650: quattordici generazioni di vignaioli si sono succedute su questi suoli prima che Jean-François — soprannominato affettuosamente Fanfan da chi lo conosce — prendesse in mano le redini del domaine nel 1998, dopo un lungo e decisivo apprendistato in Borgogna come maître de chai presso il Domaine Jean-Marc Morey a Chassagne-Montrachet.

Il ritorno nello Jura natale non è una semplice continuità familiare: è una rifondazione del metodo e della visione. Con la precisione tecnica affinata in Borgogna e il temperamento inquieto di chi non accetta compromessi, Ganevat trasforma progressivamente il domaine in uno dei più importanti riferimenti del vino naturale a livello mondiale. La conversione all’agricoltura biologica è seguita, a partire dal 2006, dall’adozione integrale della biodinamica certificata Demeter: preparati secondo il calendario lunare, lavorazioni manuali del suolo, selezione massale per il reimpianto dei vigneti. In vigna lavorano fino a otto persone in contemporanea sulle parcelle, con un livello di attenzione che raramente si riscontra anche nelle tenute più blasonate.

Il domaine si estende su circa 9-13 ettari dove convivono una straordinaria varietà di oltre 25 vitigni: Chardonnay, Savagnin, Pinot Nero, Trousseau, Poulsard, e varietà giurassiane antiche recuperate dall’oblio come il Petit Béclan, il Gros Béclan, l’Enfariné, il Portugais Bleu, il Corbeau. Recuperare e preservare queste varietà dimenticate è uno dei progetti più appassionanti di Fanfan, che ha guadagnato la definizione di “alchimista dei vitigni” per la capacità di trasformare uve rarissime in vini di straordinaria intensità e personalità.

La filosofia di cantina è intransigente nella sua semplicità: fermentazione esclusivamente con lieviti indigeni, nessuna aggiunta di sorta, nessun filtraggio, nessun collaggio. I vini vengono elevati in demi-muids e barriques antichi da 500 litri — mai legno nuovo — per periodi spesso lunghi, sulle proprie fecce fini. Ogni anno Ganevat produce tra le 35 e le 50 cuvée, ciascuna espressione di una singola parcella, di un singolo vitigno, di un singolo terroir, con un élevage individualizzato calibrato sulle caratteristiche di quell’uva e di quell’annata. Le rese sono sempre bassissime, la selezione in vigna rigorosa.

I riconoscimenti internazionali sono innumerevoli. Nel 2018 la Revue des Vins de France lo ha eletto vigneron dell’anno. Bettane & Desseauve gli assegnano stabilmente il massimo punteggio. Ma al di là dei premi, Ganevat è soprattutto un artigiano assoluto, un uomo che ha scelto di restituire allo Jura la dignità di grande territorio vinicolo, bottiglia dopo bottiglia, parcella dopo parcella — e che ha trascinato con sé, grazie al solo esempio, un’intera generazione di nuovi vignaioli.

Maylis Bernard

Dietro Zéroïne c’è una storia personale e professionale intrecciata con quella del Domaine Jean-François Ganevat: Maylis Bernard è la compagna di Fanfan Ganevat, l’artigiano del Jura considerato tra i più grandi vignaioli naturali al mondo. È nella cantina di La Combe de Rotalier che Maylis ha affinato il proprio sguardo sul vino — osservando, imparando, assorbendo la stessa filosofia di non-intervento che Ganevat ha reso celebre in tutto il mondo. Quando nel 2018 decide di dare vita al proprio progetto, porta con sé quella formazione ma costruisce una voce autonoma e riconoscibile, capace di distinguersi nel panorama già ricchissimo della famiglia Ganevat.

Il nome Zéroïne è un manifesto: evocare lo zero degli additivi, lo zero degli interventi, lo zero dei compromessi. Lieviti indigeni, nessuna aggiunta di solforosa, nessun collaggio, nessuna filtrazione. Le fermentazioni avvengono spontaneamente; gli affinamenti sono lunghi, sulle proprie fecce fini, in fusti di rovere antico mai nuovi. Il catalogo Zéroïne copre sia bianchi che rossi: Chardonnay, Savagnin, Pinot Nero, Trousseau, Poulsard — i grandi vitigni del Jura — selezionati su parcelle di fiducia, su suoli di marne e calcare del Jura meridionale, certificati biologici.

A partire dalle prime vendemmie, Zéroïne ha guadagnato rapidamente l’attenzione della critica e degli appassionati internazionali di vino naturale, grazie a una qualità costante, a una purezza aromatica rara e a una bevibilità che ricorda al tempo stesso l’agilità del négoce e la profondità del grande vigneron di terroir. Ogni cuvée porta un nome abbreviato a quattro lettere — JuCha, JuPPT, GriGri, MaCha — che combinano vitigno e origine geografica, sintesi visiva di un progetto che nella concisione esprime la propria identità.

Vinificazione e Affinamento

JuCha — acronimo di Jura + Chardonnay — è un assemblaggio di Chardonnay 100% proveniente da tre parcelle biologiche certificate del Jura: Lavigny, Varrons e Augea, terroir distinti per composizione di suoli e microclima, che insieme restituiscono una complessità e una ricchezza aromatica maggiore di quanto potrebbe offrire una sola parcella.

Le uve vengono vendemmiate a mano e pressate direttamente. I mosti fermentano spontaneamente grazie ai lieviti indigeni in fusti di rovere da 500 litri, dove il vino viene poi elevato per circa 2 anni sulle proprie fecce fini, con colmatura regolare ogni due settimane secondo lo stile ouillé. Nessun collaggio, nessuna filtrazione, nessuna aggiunta di solfiti.

Degustazione

Alla vista si presenta con un oro paglierino luminoso, con riflessi verdognoli e una lieve velatura naturale, espressione di un vino non filtrato e vivo.

Al naso è preciso e vibratile: si aprono note di mela golden, limone, pera Williams e fiori di caprifoglio, con una sottile nota di sesamo tostato e una mineralità calcarea che attraversa il profilo aromatico con grande pulizia. È un naso teso, fresco, diretto, senza fronzoli.

In bocca la struttura è diritta e sapida: acidità vivace, texture precisa, finale salino e persistente. Il sorso è puro, levigato, con ritorni di agrumi e frutta gialla che si prolungano con piacevole intensità. Un bianco sincero e di carattere, che esprime tutto il Jura senza cedere all’ossidazione né all’opulenza.

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Specifiche Tecniche

· Denominazione: Côtes du Jura

· Azienda: Domaine Jean-François Ganevat

· Tipologia: Bianco

· Annata: 2022

· Vitigni:  Chardonnay

· Alcol: 12%

· Formato: 0,75

· Allergeni: Solfiti

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