Etna Bianco “Aurora” 2024 – I Vigneri Salvo Foti
Salvo Foti firma con l’Aurora il suo bianco di Milo: un Etna Bianco da Carricante e Minnella, nato su una piccola vigna ad alberello del versante est del vulcano. È un vino fresco, sottile e salino, che racconta bene la parte più fresca e piovosa dell’Etna.
Nato a Catania nel 1962, agronomo ed enologo, Salvo Foti lavora dal 1981 nelle vigne della Sicilia orientale e ha seguito per anni alcune delle cantine più importanti dell’isola. Oggi lavora con i figli Andrea e Simone, e la sua casa è anche la sua cantina: il Palmento Caselle di Milo, costruito nel 1840 in pietra lavica.
Il nome I Vigneri viene da lontano. Nel 1435 a Catania nacque la Maestranza dei Vigneri, l’associazione dei vignaioli dell’Etna, che formava i giovani e difendeva il lavoro in vigna. Salvo Foti ha ripreso quel nome per un gruppo di vignaioli che lavorano solo con l’alberello etneo, le uve del posto e le mani esperte dei vigneri.
Ogni bottiglia porta in rilievo il simbolo dell’alberello, lo stesso della Maestranza di sei secoli fa. È il segno di un modo di lavorare antico, fatto di vigne piccole, pali di castagno e tanto lavoro a mano.

L’Aurora nasce nella Vigna dell’Aurora, in contrada Caselle a Milo, a 750 metri di altitudine. Sono circa due ettari piantati nel 2010 e nel 2015, fitti come una volta: quasi 7.800 piante per ettaro, ognuna legata al suo palo di castagno.
La vigna è a 10 chilometri dal cratere centrale e a 8 dal mare Ionio. Qui arrivano l’aria del mare e tanta pioggia, e il suolo è tutto vulcanico. È la terra del Carricante, l’uva bianca simbolo dell’Etna, che a Milo dà vini tesi, agrumati e capaci di invecchiare.
Milo è anche l’unico comune dove si può fare l’Etna Bianco Superiore, la versione più rigorosa della denominazione, con almeno l’80% di Carricante. La Minnella, l’altra uva del vino, è un’antica varietà bianca del vulcano, oggi quasi dimenticata, che porta morbidezza e un profumo delicato.
In vigna si lavora tutto a mano, solo con prodotti naturali. I travasi e l’imbottigliamento seguono le fasi della luna, come facevano i vecchi vigneri.
Aurora vuol dire alba, ma è anche il nome di una piccola farfalla dell’Etna che rischia di sparire: è lei quella disegnata in etichetta.
Dalla stessa casa arrivano due rossi: l’Etna Rosso I Vigneri 2024, il vino di tutti i giorni dei vigneri, e il Vinupetra 2023, da viti di oltre cento anni a Castiglione di Sicilia.
Vinificazione e Affinamento dell’Aurora di Salvo Foti
L’uva, 90% Carricante e 10% Minnella bianca, si raccoglie a mano a ottobre. I grappoli interi vanno subito in pressa, per avere un mosto pulito e delicato.
La fermentazione parte con un pied de cuve di lieviti indigeni, preparato con l’uva della stessa vigna, e dura due o tre settimane. Poi il vino resta circa 6 mesi in acciaio e viene travasato tre volte prima della bottiglia. In cantina non si usano biotecnologie e i solfiti sono pochi.
Degustazione dell’Aurora di Salvo Foti
Nel calice è giallo paglierino chiaro, luminoso. Al naso arrivano la scorza di limone, gli agrumi, i fiori bianchi e una nota di gesso e pietra bagnata.
In bocca è leggero e teso, con un’acidità viva e una bella sapidità che invita al secondo sorso. Il finale è lungo e salato, con un ritorno di agrumi ed erbe. È un bianco di montagna e di mare insieme, buono subito e capace di crescere qualche anno in bottiglia. Va servito a 10-12 gradi, in un calice da bianco.
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