Vino Rosato “Heritage” 2023 – Lammidia
Lammidia è una delle realtà più libere e riconoscibili del vino naturale italiano, nata dall’amicizia di due ragazzi cresciuti insieme sulle colline pescaresi: Davide Gentile e Marco Giuliani. Il loro non è un progetto di famiglia: non possedevano vigneti né terreni, e sono partiti da zero nel 2010 con appena 1.000 bottiglie, autofinanziandosi anno dopo anno con la vendita dei propri vini, spinti soltanto da curiosità, passione e da un’ostinata voglia di sperimentare.
Il quartier generale è a Villa Celiera, piccolo borgo dell’entroterra pescarese arroccato a circa 700 metri di altitudine sui primi rilievi dell’Appennino, alle porte del Gran Sasso. Qui i due hanno recuperato il garage di una vecchia cascina della nonna, trasformandolo in cantina e hanno preso in affitto le prime piccole vigne nei dintorni di Pescara dove regna il Montepulciano. Il nome dell’azienda arriva dritto dal folklore abruzzese: “la ‘mmidia” è l’invidia, il malocchio, che le donne della tradizione popolare scacciano con un antico rito fatto di acqua, olio e formule magiche.
Alla prima vinificazione la fermentazione non voleva partire; fu nonna Antonia a compiere il rito e pochi minuti dopo il mosto prese vita in modo inarrestabile. Da allora, la ‘mmidia viene tolta prima di ogni vendemmia.
La filosofia è scolpita su ogni etichetta: “100% uva e basta”. I vini nascono semplicemente da uva fermentata spontaneamente: nessuna sostanza aggiunta, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, niente solforosa. Eventuali velature o residui in bottiglia non sono difetti, ma il segno di vini vivi, mai corretti né addomesticati. Davide e Marco lavorano senza agronomi, enologi o tecnici esterni: ogni scelta è frutto di prove, errori e di un confronto continuo con i vignaioli naturali incontrati lungo il percorso.
Il parco vigne oggi conta circa cinque ettari sulle colline sopra Pescara, più alcune piccole parcelle verso la costa, piantate in prevalenza a Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo, con piccole quantità di Pinot Nero, Barbera e Moscato, spesso allevate a pergola abruzzese per proteggere i grappoli dal calore. La conduzione è rigorosamente biologica, senza alcun prodotto chimico di sintesi.
È però in cantina che l’anima giocosa e artigianale di Lammidia esplode. Le vinificazioni avvengono in vasche di cemento ideate, disegnate e costruite dagli stessi Davide e Marco, mentre gli affinamenti passano per anfore di terracotta, acciaio e vetroresina; ogni operazione viene svolta in modo diverso a seconda dell’etichetta: uve ammostate con i piedi, pigiate in pressa pneumatica o in un vecchio torchio manuale. Nulla si toglie, nulla si aggiunge: l’obiettivo, ogni anno, è tirare fuori la migliore espressione possibile di quell’uva.
In poco più di un decennio sono nate una sessantina di etichette, quasi tutte firmate dall’impronta della mano, immagine simbolo dell’azienda: vini fatti dall’uomo, sporcandosi le mani in vigna, senza scorciatoie tecnologiche. Il risultato è una gamma vibrante, energica, dalla bevibilità contagiosa, che ha trasformato Lammidia in un piccolo culto internazionale: dalle enoteche naturali di Parigi ai wine bar di Copenaghen e Stoccolma, le bottiglie di Villa Celiera raccontano un Abruzzo autentico, scanzonato e profondamente radicato nella sua terra. Bere Lammidia significa bere gioia, montagna e tradizione popolare, senza filtri — in tutti i sensi.
Heritage 2023 è la nuova veste in rosa di una delle etichette più identitarie di Lammidia: un rosato da uve Montepulciano, il vitigno autoctono per eccellenza d’Abruzzo, coltivate in regime biologico senza alcun prodotto chimico di sintesi. Dopo la raccolta manuale, il mosto resta a contatto con le bucce per una breve macerazione, giusto il tempo di estrarre colore, frutto e quella trama sapida che il Montepulciano sa regalare anche in versione rosata. La fermentazione è spontanea, innescata esclusivamente dai lieviti indigeni, e l’intero processo segue il credo assoluto della cantina di Villa Celiera: niente chiarifiche, niente filtrazioni, niente solforosa aggiunta — “100% uva e basta”.
Degustazione
Colore: rosa cerasuolo luminoso, intenso e appena velato, com’è naturale per un vino non filtrato.
Naso: esplosione di piccoli frutti rossi — ciliegia, melograno, fragolina di bosco — accompagnati da erbe spontanee, scorza d’arancia e una sottile venatura speziata.
Bocca: sorso succoso dalla freschezza montana tipica dei vini di Villa Celiera, con una leggera trama tannica che dà presa e una sapidità che chiama il bicchiere successivo. Finale agile e persistente, di grande bevibilità.
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