Umbria IGT “Cervaro della Sala” 2023 – Castello della Sala
Il Cervaro della Sala è uno dei grandi bianchi italiani. Nasce a Castello della Sala, una fortezza del Trecento a Ficulle, in Umbria, a circa 18 chilometri da Orvieto. Il castello è della famiglia Antinori dal 1940, quando lo comprò Niccolò Antinori.
Il nome viene dai Monaldeschi della Cervara, la famiglia che possedeva il castello nel XIV secolo. La prima annata è del 1985: fu uno dei primi vini italiani a fare la malolattica e ad affinare in barrique, come i grandi bianchi di Borgogna.
Oggi il Cervaro della Sala è il bianco di punta della tenuta e uno dei vini bianchi italiani più premiati nel mondo. L’enologo è Renzo Cotarella, che lo segue da molti anni.
Il taglio è di Chardonnay con una piccola parte di Grechetto, il vitigno bianco tipico dell’Umbria. Lo Chardonnay dà corpo, struttura e capacità di invecchiare; il Grechetto porta freschezza, sapidità e un tocco locale.

Le vigne
Le vigne di Castello della Sala stanno fra 220 e 470 metri di altitudine, sulle colline intorno al castello. Il terreno è di origine pliocenica, con argilla e tanti fossili marini: segno che qui, milioni di anni fa, c’era il mare.
Questi suoli danno vini bianchi sapidi e minerali, con una bella acidità. Le escursioni fra il giorno e la notte aiutano l’uva a tenere i profumi.
A Castello della Sala si coltivano soprattutto vitigni bianchi, e il Cervaro della Sala nasce dalle parcelle migliori di Chardonnay e Grechetto. Ogni vigna viene vendemmiata a mano e a parte, nel momento giusto.
L’annata 2023
L’inverno è stato mite e la primavera piovosa. La fioritura è arrivata a fine maggio, circa una settimana dopo il solito. La seconda metà di luglio e agosto sono stati caldi, ma con buone differenze di temperatura fra giorno e notte.
Lo Chardonnay è stato raccolto nell’ultima decade di agosto, il Grechetto tre settimane dopo, a metà settembre. Per la cantina è “una bellissima annata, verticale e raffinata”. James Suckling le ha dato 97 punti.
Vinificazione e Affinamento
L’uva viene raccolta nelle prime ore del mattino, quando è ancora fresca. La cantina lavora per gravità, senza pompe. Le uve restano a contatto con le bucce per circa 4 ore a 10 gradi, poi il mosto viene lasciato decantare.
Lo Chardonnay fermenta in barrique e fa una malolattica parziale. A febbraio torna in acciaio e si unisce al Grechetto, vinificato a parte senza legno. Poi il vino affina alcuni mesi in bottiglia nelle cantine storiche del castello.
Degustazione
Nel calice il Cervaro della Sala 2023 è giallo paglierino con riflessi verdolini.
Al naso arrivano fiori di acacia, bergamotto, cedro e zenzero, poi pane imburrato e una nota di pietra focaia.
In bocca è fine, elegante ed energico, sapido e molto fresco. Il finale è armonico, con leggere note tropicali, nocciola tostata e spezie. Si beve bene già ora, ma regge dieci anni e più in cantina.
Va servito a 10-12 gradi, in un calice ampio, non troppo freddo per non chiudere i profumi.
A tavola sta bene con i primi ai frutti di mare, il risotto ai funghi, il pesce al forno, le carni bianche e i formaggi di media stagionatura. È anche un ottimo regalo per chi ama i bianchi importanti: il Cervaro della Sala è il vino giusto per chi pensa che in Italia i grandi vini siano solo rossi. Con Castello della Sala si scopre il contrario.
Dalla stessa famiglia Antinori trovi anche il Tignanello 2022 e il Solaia 2019, due grandi rossi toscani.
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