Tignanello 2022 Toscana IGT – Antinori
Antinori presenta il Tignanello 2022, il rosso che ha aperto la strada ai grandi Supertuscan. È un vino di Sangiovese con una piccola parte di Cabernet, nato sulle colline del Chianti Classico, nelle valli dei fiumi Pesa e Greve.
La famiglia fa vino a Firenze dal 1385, quando Giovanni di Piero entra nell’Arte dei Vinattieri. Ventisei generazioni dopo, la guida è nelle mani di Piero Antinori e delle sue figlie.
Tutto comincia nel 1970. Quell’anno esce un “Chianti Classico Riserva vigneto Tignanello”, fatto ancora con Canaiolo e uve bianche. Dall’annata 1971 diventa un vino da tavola con il nome della vigna. Nel 1975 le uve bianche escono dal blend. Dal 1982 l’uvaggio resta quello di oggi.
Per l’epoca è una piccola rivoluzione: Sangiovese affinato in barrique e unito a vitigni francesi, fuori dalle regole del disciplinare di allora. Molti produttori toscani hanno seguito questo esempio negli anni dopo.
Oggi il Tignanello è uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo. Ogni annata racconta il clima di quella stagione, e per questo vale la pena di seguirlo nel tempo, bottiglia dopo bottiglia.

Le vigne di Antinori a Tignanello
La Tenuta Tignanello si trova vicino a Mercatale, frazione del comune di San Casciano. Le vigne guardano a sud-ovest e salgono da 350 a 400 metri di quota.
I suoli sono di origine marina, con calcare, tufo, alberese e galestro. Il galestro è una marna che si sfalda in scaglie e lascia scorrere bene l’acqua. Su queste pietre il Sangiovese matura lento e conserva acidità.
Il vino si fa solo negli anni migliori, quando le uve sono davvero all’altezza. Non è stato prodotto nel 1972, 1973, 1974, 1976, 1984, 1992 e 2002.
Il Tignanello nell’annata 2022
Il 2022 è stato un anno secco. Fino ad agosto è piovuto meno della media, e giugno e luglio sono stati più caldi del solito.
A metà agosto sono arrivate le piogge. Le notti fresche hanno creato forti escursioni tra giorno e notte, utili per profumi e colore. Anche l’autunno è stato ottimo.
Sangiovese e Cabernet Franc sono stati raccolti verso metà settembre. Il Cabernet Sauvignon è entrato in cantina nella prima settimana di ottobre.
Vinificazione e Affinamento
Dopo la diraspatura gli acini fermentano in tini troncoconici. La macerazione è seguita con cura, per estrarre profumi, colore e tannini morbidi.
La fermentazione malolattica avviene in barrique. Poi il vino riposa per poco più di 13 mesi in legno francese, in gran parte nuovo, con una quota piccolissima di rovere ungherese. Prima di uscire passa altri 12 mesi in bottiglia.
Degustazione
Nel bicchiere il colore è rosso rubino intenso, con riflessi violacei e vivi.
Il naso porta ciliegia, amarena e melograno, poi viola e note balsamiche. Sul fondo escono vaniglia e un ricordo di zucchero filato.
Il sorso è pieno ma agile. I tannini sono dolci e sapidi, la freschezza tiene alto il vino e il finale è lungo. L’alcol è di 13,5 gradi.
Si serve a 16-18 gradi. Conviene stapparlo mezz’ora prima e versarlo in un calice da rosso ampio. Si beve bene già ora, ma regge anche diversi anni di cantina.
Con il cibo dà il meglio sui piatti toscani: pappardelle al ragù di cinghiale, carni alla brace, peposo e pecorino stagionato. Ottimo anche con l’anatra arrosto o con un piatto di funghi porcini trifolati.
Altri vini della famiglia
Dalla vigna accanto nasce il Solaia 2019, con il Cabernet in prima fila. Per una cena di gruppo c’è il Tignanello 2022 Magnum, mentre il Magnum 2020 mostra un’annata diversa.
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