Toscana Rosso IGT “Casamatta” 2021 – Bibi Graetz
Il Casamatta Rosso 2021 di Bibi Graetz è il Sangiovese di tutti i giorni di una delle cantine più originali della Toscana. È un rosso fresco e sincero, fatto solo in acciaio, che porta nel bicchiere il frutto croccante del Sangiovese e la leggerezza delle colline di Fiesole.
Il nome dice già molto. Casamatta vuol dire “casa matta”: è il vino allegro della famiglia, pensato per la tavola di ogni giorno, con la stessa libertà che Bibi mette nei suoi quadri e nelle sue etichette.
Bibi Graetz, un pittore in vigna
Bibi Graetz nasce in una famiglia di artisti e cresce al Castello di Vincigliata, sulle colline di Fiesole, sopra Firenze. Studia all’Accademia di Belle Arti e dipinge. Nel 2000 prende in mano le vecchie vigne di famiglia intorno al castello e fa i suoi primi vini: nascono così Testamatta e Colore, oggi fra i rossi toscani più cercati.
Le etichette le dipinge lui, diverse ogni anno. Ma dietro l’arte c’è un metodo preciso: vigne vecchie, vitigni toscani come Sangiovese, Canaiolo e Colorino, rese basse e ogni vigna vinificata da sola, come i colori di una tavolozza.
Oggi la cantina lavora circa 70 ettari in biologico, sparsi in diverse zone della Toscana: Vincigliata, San Donato in Collina, Murlo, Vaglia, Montefioralle e l’Isola del Giglio. Dal 2019 la sede è a Fiesole, nell’ottocentesca Villa Aurora sulla piazza del paese.

Il Casamatta, la Toscana di tutti i giorni
Questo rosso nasce da uve Sangiovese delle vigne più giovani della cantina, sulle colline toscane. È il vino che apre la porta alla casa di Bibi Graetz: si beve con facilità e racconta lo stile della cantina senza bisogno di aspettare anni in cantina.
Qui non si cerca la potenza. Si cerca la freschezza: il frutto rosso ben chiaro, l’acidità viva del Sangiovese e un sorso che invita al bicchiere successivo. Per questo non vede mai il legno. È un vino onesto, che si capisce al primo sorso e che piace anche a chi non è esperto.
Vinificazione e Affinamento
La fermentazione parte da sola, con i lieviti indigeni, in vasche d’acciaio. Il mosto resta sulle bucce per circa una settimana, quanto basta per dare colore e profumo senza estrarre tannini duri.
Poi le diverse vigne vengono unite e il vino riposa circa 6 mesi in acciaio prima di andare in bottiglia. Niente botti e niente barrique: l’acciaio tiene il vino pulito, vivace e pieno di frutto. Il grado è leggero, 12,5%.
Degustazione
Nel calice il vino è rosso rubino vivace e brillante, con riflessi violacei.
Al naso arrivano ciliegia, lampone e frutti rossi freschi, con una nota di viola e un tocco di erbe aromatiche.
In bocca è fresco e succoso, con una bella mineralità, tannini morbidi e un finale pulito che torna sul frutto. È un rosso facile ma non banale, da bere giovane.
Va servito a 16 gradi, anche un po’ più fresco d’estate. Non serve aprirlo prima: è pronto subito. Si conserva bene in un posto fresco e buio, con la bottiglia coricata, ma dà il meglio nei primi anni, quando il frutto è ancora pieno e croccante. Una volta aperto, si beve volentieri anche il giorno dopo.
A tavola
Il Casamatta di Bibi Graetz è il rosso della tavola di casa. Sta bene con un tagliere di salumi e formaggi freschi, con la pizza, con i primi al ragù o al pomodoro, con le carni alla griglia e con la ribollita. Provalo con una pappa al pomodoro o con le salsicce alla brace.
Della stessa cantina trovi anche il Casamatta Bianco 2023 e le bollicine rosate del Bollamatta.
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