Champagne Grand Rosé Extra Brut – Encry
Encry è la maison italiana di Le Mesnil-sur-Oger, villaggio Grand Cru della Côte des Blancs. Il Grand Rosé è il suo Champagne rosato: tanto Chardonnay del Mesnil e un piccolo tocco di Pinot Nero di Bouzy.
La storia comincia nei primi anni Duemila. Enrico Baldin, esperto di recupero ambientale, arriva in Champagne con la moglie Nadia Nicoli. Lo chiamano a Le Mesnil per proteggere i vigneti dall’erosione. Il suo metodo viene usato proprio sulle viti che oggi danno questi vini.
Dal suo soprannome, “Enry”, più una C per Champagne, nasce il nome della maison. È la prima casa italiana iscritta al Comité Champagne, l’ente dei produttori della regione.
Oggi la produzione resta piccola, circa 35.000 bottiglie l’anno. Il lavoro in cantina è seguito dallo chef de cave Jean-Michel Turgy.

Le vigne di Encry tra Mesnil e Bouzy
Quasi tutta l’uva del rosato è Chardonnay di Le Mesnil-sur-Oger. Il villaggio è Grand Cru e il suo suolo è fatto di gesso, un calcare bianco che trattiene l’acqua e la cede piano alle radici. Da qui arrivano freschezza, sale e tensione.
La Côte des Blancs è la collina a sud di Épernay dove lo Chardonnay trova la sua casa ideale. Qui i vini sono tesi, fini e capaci di invecchiare a lungo.
Le vigne di proprietà stanno in alto, sulle colline a ovest del paese, dove le gelate di primavera fanno meno danni. Le viti sono fitte, circa 10.000 per ettaro. In vigna niente pesticidi chimici: si usano feromoni e insetti utili.
Il piccolo saldo di Pinot Nero viene invece da Bouzy, altro villaggio Grand Cru, sulla Montagne de Reims. Bouzy è famoso per i suoi Pinot Nero rossi, pieni e profumati.
Grand Rosé, un rosato da Chardonnay
Il Grand Rosé nasce da circa 95% Chardonnay e 5% Pinot Nero. È un rosato “d’assemblaggio”: al vino bianco si unisce un po’ di vino rosso. Il Pinot Nero dà colore e frutto, lo Chardonnay dà finezza.
È un Extra Brut, quindi con pochissimo zucchero aggiunto. Il gusto resta asciutto e preciso.
Il Grand Rosé non deve sembrare un rosso con le bollicine. Deve restare fine e leggero, con il gesso del Mesnil in primo piano e il Pinot Nero a fare da cornice.
Vinificazione e Affinamento
Lo Chardonnay viene pressato a grappolo intero. Si tiene solo la parte migliore del mosto, la cuvée. La fermentazione dura circa 15 giorni, a 18-20 gradi.
Il Pinot Nero di Bouzy viene vinificato in rosso, cioè con le bucce, poi unito allo Chardonnay. Il vino va in bottiglia per la seconda fermentazione, secondo il Metodo Classico.
L’affinamento sui lieviti dura 36 mesi. Il remuage è fatto a mano sulle pupitres, e anche la sboccatura è manuale.
Degustazione
Nel calice il Grand Rosé di Encry è rosa tenue e brillante, con un perlage fine e continuo.
Al naso arrivano i piccoli frutti rossi: fragola e lampone. Poi note di pasticceria e di crosta di pane.
In bocca è elegante, con una bella acidità e una vena minerale. Il finale è lungo e pulito.
Si può bere subito oppure lasciare in cantina per 5-7 anni, a circa 13 gradi. Va servito a 8-10 gradi.
A tavola sta bene con i crudi di pesce, il salmone e le zuppe di pesce. È ottimo come aperitivo e regge anche piatti più grassi.
Il Grand Rosé è il lato più fruttato di Encry. Accanto trovi il Naissance Gold, Blanc de Blancs con 42 mesi sui lieviti, e lo Champagne Zero Dosage.
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