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Vin de France “Coteau du Houet” 2022 – La Ferme de la Sansonnière – Mark & Martial Angeli

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Descrizione

Vin de France “Coteau du Houet” 2022 – La Ferme de la Sansonnière – Mark & Martial Angeli

La Ferme de la Sansonnière è uno dei nomi sacri del vino naturale francese, un piccolo podere di Thouarcé, nel cuore dell’Anjou, che da oltre trent’anni indica la strada a un’intera generazione di vignaioli. Dietro questo progetto c’è Mark Angeli, una delle figure più carismatiche e influenti della Loira: studente di chimica prima, scalpellino poi, folgorato dal vino quando un cliente lo pagò con qualche bottiglia.

Da quel momento la sua vita cambia direzione: lascia Aix-en-Provence, si forma a Château La Tour Blanche, nel cuore di Sauternes, e nel 1989 approda in Anjou in cerca di terre accessibili dove realizzare la sua visione di agricoltura. La trova in una vecchia fattoria policolturale ai piedi delle colline scistose di Bonnezeaux: la Sansonnière, appunto, che converte immediatamente alla biodinamica, facendone uno dei primissimi domaine certificati Demeter di Francia.

Insieme a Nicolas Joly, Angeli è tra i padri fondatori del movimento naturale della Loira. Ma la Sansonnière non è mai stata soltanto una cantina: è una ferme nel senso più pieno del termine, un organismo agricolo vivo dove accanto ai 7,8 ettari di vigna convivono mucche bretoni, grano, un frutteto, alberi piantati tra i filari secondo i principi dell’agroforestazione. L’elettricità arriva dai pannelli solari, il trattore va a olio di girasole, e persino lo zolfo usato in minima dose all’imbottigliamento è di origine vulcanica naturale. Una coerenza radicale, quasi monastica, che si riflette in ogni bottiglia.

Il cuore della produzione è lo Chenin Blanc, affiancato da piccole parcelle di Grolleau nelle sue tre declinazioni: blanc, gris e noir. Dopo anni di celebrati Bonnezeaux dolci, Angeli ha compiuto una scelta controcorrente: abbandonare progressivamente i moelleux per dedicarsi ai grandi bianchi secchi, convinto che fosse questa la vera vocazione inespressa dell’Anjou.

Le vigne, molte delle quali franche di piede, sono allevate ad alberello (gobelet) senza fili, una pratica quasi inaudita nei climi freschi, che dona alla pianta libertà, aria e uve più sane. Le rese sono volutamente bassissime, intorno ai 30 hl/ha: per Angeli è il fattore decisivo della qualità, la quantità d’uva che una vite può maturare con affidabilità in qualsiasi annata.

In cantina la filosofia è la stessa: interventi ridotti all’osso, fermentazioni spontanee e lunghe, affinamenti in contenitori diversi — anfore, botti da 500 litri, barrique usate — e nessuna forzatura. Per preservare questa libertà assoluta, le bottiglie escono come Vin de France, fuori dal sistema delle denominazioni: una rinuncia che è in realtà una dichiarazione d’indipendenza.

Dal 2021 al fianco di Mark lavora il figlio Martial Angeli, che vinifica con lui garantendo continuità a una visione contadina e poetica del mestiere. Le cuvée del domaine — La Lune, manifesto cristallino dello Chenin, le Vieilles Vignes des Blanderies, Les Fouchardes, i rari rosati e rossi da Grolleau come il celebre Rosé d’un Jour — sono oggi tra i vini più ricercati della Loira, prodotti in quantità minime e contesi dagli appassionati di tutto il mondo. La Sansonnière non è una moda: è un punto fermo, la prova vivente che il vino naturale, quando nasce da rigore e ascolto, può raggiungere vette di purezza assolute.

Vinificazione

Il Coteau du Houet nasce da una piccola parcella di circa 40 are situata sulla parte alta del coteau di fronte alla cantina, ad altitudine superiore rispetto alla vigna de La Lune, nel cuore del terroir di Bonnezeaux. Il suolo è un intreccio di argille rosse e scisti carboniferi, esposizione perfetta che porta lo Chenin Blanc a maturità piena. La vigna fu piantata in parte alla fine degli anni Novanta con una selezione massale del domaine, e in parte ripiantata negli anni Dieci; in passato queste uve confluivano nel Bonnezeaux dolce, prima che Angeli scegliesse la via dei grandi bianchi secchi.

La conduzione è rigorosamente biodinamica certificata Demeter, con rese intorno ai 30 hl/ha. La vendemmia è manuale, a piena maturità, talvolta con una leggera presenza di botrytis nobile che firma il carattere della cuvée. In cantina, pressatura diretta, fermentazione spontanea con soli lieviti indigeni, lunga e senza fretta, seguita da affinamento di circa un anno in botti e barrique usate. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, solo una dose minima di zolfo vulcanico naturale all’imbottigliamento. Il vino esce come Vin de France, per scelta di libertà, con un residuo zuccherino impercettibile che ne amplifica la materia.

Degustazione

Nel calice il Coteau du Houet si presenta di un giallo dorato luminoso. Il naso è un crescendo di mela cotogna, pera matura, miele d’acacia e fiori bianchi appassiti, con sbuffi di zafferano e una vena minerale fumé che racconta gli scisti di Bonnezeaux. In bocca è insieme ricco e teso: la materia è ampia, quasi avvolgente, ma un’acidità tagliente la attraversa da parte a parte, ripulendo il sorso e lasciando un finale lunghissimo su note di agrumi canditi e pietra bagnata.

Un grande Chenin di profondità e energia, già magnifico oggi ma costruito per il tempo: la finestra di beva si estende senza problemi oltre i dieci anni dalla vendemmia. A tavola dà il meglio con formaggi erborinati e a crosta lavata, carni bianche arrosto, piatti speziati della cucina orientale, o un classico pollo alla crema con funghi.

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Specifiche Tecniche

· Denominazione: Vin de France

· Azienda: La Ferme de la Sansonnière

· Tipologia: Bianco

· Annata: 2022

· Vitigni: Chenin Blanc

· Alcol: 13%

· Formato: 0.75l

· Allergeni: Solfiti

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