Anjou Blanc Aoc “La Descente aux Amphores” 2020 – Clos des Treilles Nicolas Réau
Clos des Treilles è una realtà artigianale di rilievo nella Vallée de la Loire, precisamente nel territorio di Anjou (Loira, Francia), fondata e condotta da Nicolas Réau, un vignaiolo che ha convertito la propria passione in una vocazione profonda per il vino naturale e per l’espressione territoriale dei suoi vigneti. Il domaine si trova a Sainte-Radegonde-des-Pommiers, nella parte meridionale dell’Anjou, dove i suoi circa 8 ettari di vigna s’innestano su suoli ricchi di calcare, quarzo, silt e argille, condizioni ideali per le varietà locali come Chenin Blanc e Cabernet Franc.
La storia di Clos des Treilles è particolare: Nicolas Réau ha iniziato la sua carriera come pianista professionista, ma verso i vent’anni la sua passione per il vino lo ha spinto a studiare viticoltura e enologia a Montreuil, proseguendo la formazione a Bordeaux e infine ritornando nella regione natale per dedicarsi alla viticoltura. Nel 2002 ha preso possesso delle vigne di Clos des Treilles, un clos tradizionale di oltre 2 ettari che risale all’epoca medievale, e ha iniziato a produrre vini coltivati in agricoltura biologica, con basse o nulle aggiunte di solfiti e fermentazioni con lieviti indigeni, riflettendo una filosofia di minimo intervento in cantina.
Clos des Treilles è noto per l’approccio estremamente naturale e rispettoso dell’ambiente: il vigneto è lavorato senza uso di pesticidi e con metodi manuali, privilegiando la salute del suolo e la vitalità delle piante. Dal 2005 Nicolas pratica agricoltura biologica, ottenendo la certificazione organica nel 2012, e da sempre evita ampie interferenze enologiche, permettendo alle fermentazioni spontanee e alla maturazione naturale di esprimere appieno il carattere delle uve.
I vini di Clos des Treilles incarnano l’idea di “vin naturel”: dinamici, profondi e sinceri, con un profilo aromatico che riflette sia il vitigno sia il terroir. Tra le varietà lavorate spiccano soprattutto Chenin Blanc, che dà vita a bianchi eleganti e minerali, e Cabernet Franc, con rossi dal carattere fruttato e speziato. La filosofia di vinificazione di Nicolas prevede spesso macerazioni lunghe, uso minimo di solforosa e affinamenti prolungati in botti usate o vasche di cemento, per garantire vini freschi, vibranti e profondamente espressivi.
I vini più noti del domaine includono etichette come “Clos des Treilles” Anjou Blanc da Chenin Blanc in purezza, che mostra un’importante acidità, frutta gialla matura e mineralità persistente, espressione diretta dei suoli calcarei e della vinificazione naturale. Ci sono poi altri bianchi come “Victoire” e “La Descente Aux Amphores”, quest’ultimo con macerazione in anfore che ne accentua profondità e texture. Per i rossi, il Cabernet Franc di Clos des Treilles si presenta con aromi di frutti rossi, spezie e tannini equilibrati, spesso senza aggiunta di solfiti nei vini rossi, e riflette la freschezza naturale e la struttura tipica di questa denominazione.
Clos des Treilles si distingue nel panorama dei vini naturali della Loira per la sua coerenza stilistica, l’attenzione al terroir e la visione di un produttore che mette al primo posto la sincerità del vino e la risposta del vitigno alle condizioni del terroir, piuttosto che le mode o le tecnologie. I vini qui prodotti sono spesso descritti come vino di carattere, con grande acidità, profondità minerale e una personalità nitida che li rende adatti sia per l’immediata degustazione sia per l’evoluzione in bottiglia.
In sintesi, il Clos des Treilles di Nicolas Réau è un esempio di come la viticoltura naturale e biologica possa dare vini che raccontano con chiarezza il territorio dell’Anjou, unendo tradizione, passione e un approccio rispettoso dell’ambiente in ogni fase della produzione.
Vinificazione e Affinamento
La Descente aux Amphores 2020 rappresenta una delle interpretazioni più radicali e affascinanti dello Chenin Blanc della Loira. Le uve vengono raccolte manualmente e selezionate con grande attenzione per preservare integrità e maturazione ottimale dei grappoli.
Dopo la vendemmia, gli acini vengono vinificati seguendo una filosofia naturale e fortemente non interventista. Il mosto fermenta spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e viene trasferito direttamente in anfore georgiane (qvevri) interrate nel terreno, un metodo ancestrale che favorisce una micro-ossigenazione delicata e una lenta evoluzione del vino.
Una caratteristica distintiva di questa cuvée è la lunga macerazione sulle bucce, che può durare diversi mesi, permettendo allo Chenin Blanc di sviluppare struttura, profondità aromatica e una lieve trama tannica insolita per un vino bianco. Durante questo periodo il vino rimane in anfora senza chiarifiche né interventi correttivi.
L’affinamento continua nelle stesse anfore per circa un anno complessivo, periodo durante il quale il vino acquisisce complessità, equilibrio e una straordinaria intensità aromatica. L’imbottigliamento avviene con filtrazioni minime e bassissime aggiunte di solfiti, per mantenere intatta l’espressione del terroir e la vitalità del vino.
Degustazione
Nel calice si presenta con un colore dorato intenso tendente all’ambrato, segno evidente della lunga macerazione sulle bucce. Il bouquet è complesso, profondo e in continua evoluzione, con note di agrumi canditi, albicocca disidratata e mela cotogna che si intrecciano a sentori di miele di acacia, fieno secco, camomilla e spezie orientali, accompagnati da una marcata impronta minerale.
Con l’ossigenazione emergono ulteriori sfumature di resina, scorza d’arancia, erbe aromatiche e pietra bagnata, creando un profilo aromatico stratificato e affascinante.
Al palato è strutturato e materico, con una trama leggermente tannica dovuta alla macerazione che ricorda quasi la consistenza di un rosso leggero. L’acidità tipica dello Chenin Blanc mantiene il sorso teso e dinamico, mentre la componente salina accompagna lo sviluppo gustativo verso un finale lungo, complesso e minerale.
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