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Toscana Bianco Igt “Canna Torta” 2024 – Podere Le Ripi

24,00 

Disponibile

SKU: 32071
Produttore: Podere Le Ripi
Categorie: Italia, Bianchi, Malvasia Bianca, Toscana, Trebbiano

Descrizione

Toscana Bianco Igt “Canna Torta” 2024 – Podere Le Ripi

Podere Le Ripi è una delle realtà più visionarie di Montalcino, nata dall’incontro tra un fotografo naturalista e un paesaggio che sembrava fatto apposta per essere guardato a lungo. Quel fotografo è Francesco Illy, primogenito della celebre famiglia triestina del caffè, che nel 1984 acquista da un vecchio pastore sardo un podere di 54 ettari nei pressi di Castelnuovo dell’Abate, sul versante orientale della collina di Montalcino. Per anni quella terra resta pascolo, bosco, ulivi secolari. Poi, nel 1999, arrivano le prime barbatelle e comincia un’avventura che avrebbe cambiato il volto di questo angolo di Toscana.

Fin dall’inizio Francesco Illy segue un’intuizione precisa: maggiore è la densità d’impianto, maggiore sarà la qualità del frutto. Da questa idea nasce il vigneto Bonsai, un ettaro piantato con 62.500 ceppi, il vigneto più fitto del mondo, con le viti distanti appena quaranta centimetri l’una dall’altra. Un esperimento estremo che ha dato ragione al suo creatore: rese bassissime, radici profonde oltre tre metri, uve di concentrazione e finezza sorprendenti.

La svolta decisiva arriva con la biodinamica. Complice l’incontro con Stella di Campalto, pioniera del metodo a Montalcino, l’azienda avvia la conversione nel 2011 e ottiene la certificazione Demeter, entrando poi nel circuito Triple A. Ma qui la biodinamica non è un’etichetta: è un organismo vivente fatto di orti sinergici, oltre duecento arnie che inseguono le fioriture tra Montalcino e l’Amiata, pecore, capre, asini e una mucca che pascolano liberi tra i filari durante il riposo vegetativo, fornendo il letame per il preparato 500 prodotto in azienda.

Il cuore pulsante del podere è la Cantina Aurea, progettata dal figlio architetto Ernesto Illy secondo le proporzioni della sezione aurea: una spirale sotterranea di 750.000 mattoni posati a mano, senza controllo della temperatura, dove le botti scendono danzando verso il centro della terra. Un teatro greco del vino, come è stata definita, in cui fermentazioni con lieviti indigeni e affinamenti avvengono al ritmo naturale delle stagioni.

Oggi la tenuta conta circa 31 ettari vitati divisi tra due anime opposte della collina: a est, verso Castelnuovo, i suoli argillosi e calcarei che danno vita ai Brunello Amore e Magia, Lupi e Sirene e al Bonsai; a ovest, alla tenuta del Galampio, quattordici ettari circondati dal bosco su suoli alluvionali più generosi, da cui nascono il Rosso Sogni e Follia, il Brunello Cielo d’Ulisse e il primo bianco aziendale, il Cannatorta.

A guidare il lavoro quotidiano c’è una squadra giovanissima coordinata da Sebastian Nasello, che ha saputo trasformare la visione di Francesco Illy in una delle interpretazioni più autentiche e libere del territorio ilcinese. I vini di Podere Le Ripi non inseguono la moda né la potenza: cercano l’armonia, la stessa che governa l’architettura della cantina e i cicli della campagna. Sono vini che raccontano un luogo rimasto selvaggio per millenni e che oggi, grazie a un approccio radicalmente rispettoso, esprime tutta la sua nobiltà inattesa. Curiosità, cultura, sensibilità, entusiasmo, amore e magia: è la catena di parole che Francesco Illy ha scelto come manifesto, ed è esattamente ciò che si ritrova nel bicchiere.

Vinificazione

Il Cannatorta Bianco 2024 nasce alla tenuta del Galampio, sul versante occidentale di Montalcino, da un vigneto di Trebbiano e Malvasia allevato prevalentemente a Guyot con una densità di 6.000 piante per ettaro, su suoli sedimentari alluvionali di era geologica recente, ricchi di una grande varietà di rocce che spaziano dal galestro all’alberese fino a elementi granitici. Le uve, coltivate in regime biodinamico certificato Demeter con una resa di appena 50 quintali per ettaro, vengono raccolte a mano nella seconda settimana di settembre.

Per questa annata la cantina ha scelto una strada diversa rispetto ai millesimi precedenti: una pressatura diretta delle uve, pensata per preservare la massima purezza del frutto, seguita dalla fermentazione spontanea con lieviti indigeni in giare di terracotta e vasche di cemento. Il vino affina poi per 12 mesi tra terracotta e cemento, senza controllo della temperatura, con un contenuto di solfiti minimo di appena 10 mg/l. Ne escono 6.400 bottiglie di un bianco che unisce l’anima artigianale di Podere Le Ripi a una precisione espressiva sorprendente.

Degustazione

Colore: giallo paglierino luminoso e delicato, di grande nitidezza.

Naso: profilo cristallino ed espressivo, con fiori bianchi, agrumi freschi, cenni di erbe di campo e una sottile impronta minerale che richiama i suoli alluvionali del Galampio.

Bocca: sorso verticale e teso, dalla trama minerale vibrante; la terracotta dona ampiezza senza appesantire, l’acidità è succosa e la beva scorre precisa fino a un finale sapido e pulito.

Scopri tutti i vini di Podere le Ripi

Specifiche Tecniche

Denominazione: Toscana Bianco Igt

Azienda: Podere Le Ripi

Tipologia: Bianco

Annata: 2024

Vitigni: Trebbiano e Malvasia

Alcol: 12%

Formato: 0.75l

Allergeni: Solfiti

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