Sterpi 2022 – Vigneti Massa
Vigneti Massa racconta con lo Sterpi 2022 un’estate di sole pieno. È un Timorasso da vigna singola, ricco e solare, figlio di una delle annate più calde degli ultimi anni.
Walter Massa è nato e cresciuto fra le vigne di Monleale, nel Tortonese. La sua famiglia è vignaiola da generazioni, fin dal 1879. Quando negli anni Settanta prende in mano la cantina, il Timorasso è un’uva quasi scomparsa.
Walter la ripianta, la studia e la vinifica con pazienza. Il suo primo Timorasso è del 1987. Per i suoi bianchi sceglie il nome Derthona, l’antico nome di Tortona, per legarli alla loro terra.
Con la vendemmia 2010 nascono i cru, vini di una sola vigna. Lo Sterpi è il più assolato.

Dove nasce lo Sterpi
La vigna si trova a Monleale, a circa 280 metri. Il nome viene dal dialetto: gli “sterpi” sono le sterpaglie dei terreni magri e sassosi.
Il suolo infatti è povero e sciolto, ricco di calcare e di pietre. Drena bene l’acqua e costringe la vite a faticare. Ne nascono grappoli piccoli e concentrati. La parcella misura circa 1,5 ettari: le viti sono state piantate nel 1996 e nel 2006 e sono allevate a Guyot.
L’esposizione a sud-ovest regala tanta luce e calore. Per questo lo Sterpi è di solito il più pieno e morbido dei tre cru di Walter Massa.
L’annata 2022 nella vigna di Vigneti Massa
La 2022 in Piemonte è stata calda e molto asciutta. Le piogge sono state poche e l’estate lunga. In vigna si è dovuto vendemmiare in fretta, per salvare la freschezza dell’uva.
In una vigna già calda come questa, l’annata ha portato uve molto mature. Il vino ha 14,5 gradi e un corpo generoso. La base calcarea del suolo però tiene viva la sapidità e dà equilibrio.
Vinificazione e Affinamento
Dopo la raccolta a mano, l’uva resta in macerazione con le bucce per circa due giorni e mezzo. È un passaggio importante: dalle bucce arrivano profumi, colore e struttura.
La fermentazione si svolge fra i 18 e i 22 gradi. Il vino matura poi circa 12 mesi in acciaio, sulle sue fecce fini, con frequenti bâtonnage. Nessun passaggio in legno: lo stile di Walter vuole il Timorasso nudo, senza trucco.
Degustazione
Nel calice il vino ha un bel colore giallo dorato, intenso e luminoso.
Il profumo è ricco. Si parte dal cedro e dalla pera matura, poi arrivano anice, muschio e un tocco di resina. Sul fondo c’è una nota dolce di frutta sciroppata, che racconta il sole dell’annata.
Il sorso è ampio e morbido, ma non pesante. Si sente la frutta matura dell’estate, poi arriva una scia di erbe aromatiche. La mineralità e la sapidità bilanciano il calore e allungano il finale.
Rispetto alle annate più fresche è un vino più largo e avvolgente. Non ha bisogno di lunghe attese per esprimersi, ma il tempo gli darà altre sfumature: miele, frutta secca e le prime note di idrocarburo tipiche del Timorasso maturo.
Servilo a 11-12 gradi, non troppo freddo, per sentire tutti i profumi. Oggi è già piacevole, aperto e generoso, con la frutta ancora in primo piano. Chi ha pazienza può tenerlo in cantina diversi anni: il Timorasso di vigna invecchia molto bene.
In cucina è un compagno robusto. Abbinalo al pesce in umido, ai risotti, alle carni bianche, ai salumi e ai formaggi stagionati. Ottimo anche con un coniglio alle erbe.
Lo Sterpi 2022 è il volto più caldo dei cru di Vigneti Massa. In cantina trovi anche lo Sterpi 2021, con un anno in più di bottiglia, e il Terra 2024, la Barbera di casa.
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