Côtes du Jura Aoc “Les Grands Teppes” 2023 – Ganevat
Domaine Jean-François Ganevat ha sede nella frazione di La Combe de Rotalier, a sud di Lons-le-Saunier, nel cuore dello Jura francese. La storia di questa famiglia affonda le radici nel 1650: quattordici generazioni di vignaioli si sono succedute su questi suoli prima che Jean-François — soprannominato affettuosamente Fanfan da chi lo conosce — prendesse in mano le redini del domaine nel 1998, dopo un lungo e decisivo apprendistato in Borgogna come maître de chai presso il Domaine Jean-Marc Morey a Chassagne-Montrachet.
Il ritorno nello Jura natale non è una semplice continuità familiare: è una rifondazione del metodo e della visione. Con la precisione tecnica affinata in Borgogna e il temperamento inquieto di chi non accetta compromessi, Ganevat trasforma progressivamente il domaine in uno dei più importanti riferimenti del vino naturale a livello mondiale. La conversione all’agricoltura biologica è seguita, a partire dal 2006, dall’adozione integrale della biodinamica certificata Demeter: preparati secondo il calendario lunare, lavorazioni manuali del suolo, selezione massale per il reimpianto dei vigneti. In vigna lavorano fino a otto persone in contemporanea sulle parcelle, con un livello di attenzione che raramente si riscontra anche nelle tenute più blasonate.
Il domaine si estende su circa 9-13 ettari dove convivono una straordinaria varietà di oltre 25 vitigni: Chardonnay, Savagnin, Pinot Nero, Trousseau, Poulsard, e varietà giurassiane antiche recuperate dall’oblio come il Petit Béclan, il Gros Béclan, l’Enfariné, il Portugais Bleu, il Corbeau. Recuperare e preservare queste varietà dimenticate è uno dei progetti più appassionanti di Fanfan, che ha guadagnato la definizione di “alchimista dei vitigni” per la capacità di trasformare uve rarissime in vini di straordinaria intensità e personalità.
La filosofia di cantina è intransigente nella sua semplicità: fermentazione esclusivamente con lieviti indigeni, nessuna aggiunta di sorta, nessun filtraggio, nessun collaggio. I vini vengono elevati in demi-muids e barriques antichi da 500 litri — mai legno nuovo — per periodi spesso lunghi, sulle proprie fecce fini. Ogni anno Ganevat produce tra le 35 e le 50 cuvée, ciascuna espressione di una singola parcella, di un singolo vitigno, di un singolo terroir, con un élevage individualizzato calibrato sulle caratteristiche di quell’uva e di quell’annata. Le rese sono sempre bassissime, la selezione in vigna rigorosa.
I riconoscimenti internazionali sono innumerevoli. Nel 2018 la Revue des Vins de France lo ha eletto vigneron dell’anno. Bettane & Desseauve gli assegnano stabilmente il massimo punteggio. Ma al di là dei premi, Ganevat è soprattutto un artigiano assoluto, un uomo che ha scelto di restituire allo Jura la dignità di grande territorio vinicolo, bottiglia dopo bottiglia, parcella dopo parcella — e che ha trascinato con sé, grazie al solo esempio, un’intera generazione di nuovi vignaioli.
Vinificazione e Affinamento
Les Grands Teppes è un Côtes du Jura da 100% Pinot Nero, l’uva borgognona che nel Jura trova una delle sue espressioni più rare e cesellate. Le uve nascono da vecchie vigne radicate su un terroir di marne del Trias, il substrato argilloso e profondo che conferisce a questo Pinot la sua tensione verticale e la sua inconfondibile impronta minerale. In cantina l’approccio è quello di sempre in casa Ganevat: intervento ridotto all’essenziale.
La fermentazione parte spontaneamente con i soli lieviti indigeni, senza alcuna correzione né aggiunta, e il vino matura poi in foudre — grandi botti di rovere neutro che affinano lentamente, costruendo profondità e purezza senza mai cedere note di legno. Nessun collaggio, nessuna filtrazione, nessuna aggiunta di solforosa: un rosso nudo e sincero, che racconta senza filtri il frutto e la marna da cui nasce.
Degustazione
Colore: rosso rubino luminoso, limpido e brillante, attraversato da delicati riflessi granati che ne segnalano la finezza già allo sguardo.
Naso: apertura su frutti rossi freschi — ciliegia e lampone — seguiti da spezie dolci, sottili note floreali e leggere sfumature affumicate e di sottobosco. Un bouquet raffinato, mai esuberante, di grande eleganza.
Bocca: ingresso arioso e slanciato, con una bella tensione e una mineralità unica che sostengono il sorso. I tannini sono setosi, perfettamente integrati, e il finale si allunga armonioso e persistente, di rara purezza. Un Pinot Nero che coniuga finezza e profondità con naturale disinvoltura.
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